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Vittoria Puccini interpreta Oriana Fallaci. La prima, viso dolce e ricordata dai più per essere stata la protagonista della fiction “Elisa di Rivombrosa”. La seconda è probabilmente la giornalista e scrittrice italiana (anzi scrittore come voleva essere definitiva) più conosciuta in Italia e all’estero. Un binomio possibile? Sì, nella nuova fiction targata Rai dall’evocativo titolo “L’Oriana”. Il regista Marco Turco ha voluto una fiorentina per interpretare la fiorentina per eccellenza. Un compito non facile quello a cui è stata sottoposta Vittoria Puccini, da una parte per l’estrema complessità di interpretare un personaggio con il carattere di Oriana Fallaci, ma soprattutto dall’altra per il fatto di dover fare i conti con il mito della Fallaci, onnipresente nella cultura italiana e conosciuto da tutti.

La fiction andrà in onda su Rai Uno in due puntate il 16 e 17 febbraio ma, data l’eccezionalità del prodotto, il 3 e 4 febbraio ci sarà al cinema una versione ridotta. Saranno coinvolte principalmente le quasi 50 sale del circuito Uci Cinemas sparse sul territorio italiano. Il pubblico avrà così la possibilità di ripercorrere la vita e la morte della Fallaci condensati in 106 minuti; quasi il doppio (200 minuti) è invece la durata dei due episodi pensati per il piccolo schermo ma girati con qualità cinematografica.

La fiction ripercorrerà le tappe fondamentali della vita di Oriana Fallaci a partire da uno degli ultimi momenti salienti, il suo ultimo ritorno a Firenze prima di morire. In compagnia di Lisa (Francesca Agostini), giovane studentessa e aspirante giornalista, il pubblico verrà trasportato tra le tappe fondamentali della carriera e della vita privata della Fallaci: l’esperienza partigiana a soli 14 anni assieme al padre durante la seconda guerra mondiale, l’arrivo a “L’Europeo” con un brillante pezzo su un finto funerale organizzato da alcuni compagni di un partigiano comunista deceduto e al quale il parroco non voleva dare l’ultimo saluto; senza dimenticare le grandi interviste ai divi di Hollywood e Cinecittà, il reportage “Il sesso inutile”, il Vietnam con Gianfranco Moroldo, Città del Messico luogo dove è stata ferita durante una manifestazione, il suo trasferimento a New York e l’articolo da cui è nato “La Rabbia e l’Orgoglio” poco dopo l’attentato alle Torri Gemelle.

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