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True Detective 3

Dopo i fasti della prima stagione che vedeva i detective interpretati da Matthew McConaughey e Woody Harrelson, alle prese con i miti del Re Giallo di Cambers e con i misteri di Carcosa e di una serie di omicidi legati al potere locale, True Detective è passata da icona culta serie screditata, a causa di una seconda stagione, in realtà di qualità altissima. Ma molto diversa dalla prima, causa della delusione di molti fan.

La seconda stagione di True Detective è un thriller noir di grande spessore, forte di momenti incredibili, incapace però di replicare il successo della prima grande serie.

Ed ecco che si arriva alla terza. Dopo una serie di teorie e indiscrezioni, la nuova stagione, in onda ieri su HBO e stasera con sottotitoli in italiano su Sky Atlantic, sembra aver ritrovato il sentiero perduto, nonostante non si tocchino i fasti del passato.

Nic Pizzolatto torna alle caratteristiche originali che avevano fatto grande il suo primo lavoro. Una mossa che non dobbiamo necessariamente osannare, dal momento che potremmo trovarci di fronte a un manierismo, nel tentativo di riconquistare i fan, anziché di una coraggiosa sperimentazione come la stagione due.

Si torna comunque all’America rurale, ad una serie di omicidi nel tempo, sparizioni di bambini e strani segreti.

Non sappiamo se l’esoterismo farà parte della serie, anche se le tematiche affrontate sembrano rochiamare culti woodoo e altri elementi dell’occulto.

Protagonista è Wayne Hays, interpretato dal premio Oscar Mahershala Ali, un detective che inizia la sua caccia al kille nel 1980, per poi vedere il caso riaperto nel 1990 e enl 2015. Il caso che porta i detective sull’orlo della follia, quello che li ossessiona, che non dimenticano mai, e che vedrà, in modo simile alla stagione uno, tornare l’investigatore sulle vecchie strade, disseppellendo segreti, indizi rimasti lì a galleggiare, in attesa di essere collegati alla verità.

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