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Anche The Voice of Italy aderisce alla campagna “siamo tutti scimmie”, nata a seguito del gesto razzista nei confronti del calciatore Dani Alves, durante la partita tra Villareal e Barcellona; in quell’occasione dagli spalti è stata lanciata una banana, destinata al giocatore che con disinvoltura ha risposto alla bassa provocazione raccogliendo il frutto da terra e mangiandolo.

L’ evento ha suscitato indignazione collettiva, il web si è mobilitato per mostrare solidarietà ad Alves e per lanciare un messaggio antirazzista: innumerevoli sono stati i selfie di personaggi famosi – primo fra tutti quello di Neymar, compagno di squadra di Alves – ritratti con una banana con scritto su “siamo tutti scimmie”, un gesto simbolico condiviso anche dai Talenti di The Voice e dai propri coach.

Tra i concorrenti che hanno twittato la propria foto a tema c’è Suor Cristina, che accosta all’orecchio -come fosse la cornetta di un telefono– una banana con sopra lo slogan dell’iniziativa.

Anche Noemi e Raffaella Carrà si sono prestate al gioco, mostrandosi sorridenti mentre fingono di usare il frutto come telefono.

Il messaggio promosso dall’iniziativa è sicuramente lodevole, peccato però che si stia facendo sempre più strada la possibilità che si tratti di una mera trovata pubblicitaria, partita proprio dalla prima foto solidale ad Alves, quella di Neymar: dietro ciò che è avvenuto durante la partita pare infatti esserci un’agenzia di comunicazione, Loducca, la stessa che cura l’immagine pubblica di Neymar. Dopo soltanto due giorni dall’avvenimento è nata infatti una campagna pubblicitaria dal titolo #somostodosmacacos con l’hashtag in questione presente su magliette realizzate dalla linea di abbigliamento di Luciano Huck, popolare anchorman ed amico del calciatore, ora in vendita sul sito dello stesso Huck.

L’idea di una pura strategia di marketing viene rafforzata dalle dichiarazioni di Guga Ketzer, vicepresidente della Loducca, il quale avrebbe dichiarato:«la campagna era già pronta da due settimane e si attendeva solamente il momento giusto per lanciarla». Non resta che attendere che i diretti interessati si esprimano per far luce sull’intera vicenda.

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