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squadra antimafia

La settima puntata della serie di Pietro Valsecchi, Squadra Antimafia 7, si concentra sulla strategia di Anna Cantalupo. La donna, dopo aver drogato il vicequestore Tempofosco, continua a narcotizzarlo e lo sequestra nascondendolo nella cantina del suo condominio. Poi depista le indagini della Duomo che, capitanata da Sandro Pietrangeli, scopre della scomparsa del capo della squadra. L’informatica, perso ogni barlume di lucidità e buon senso, inscena un blitz da parte della squadra antimafia che circonda la casa di Torrisi e prepara un attentato per l’uomo che ha ucciso il marito.

La Duomo trova Tempofosco e iniziano a pedinare Saverio Torrisi: l’uomo deve incontrarsi con Cantalupo poco fuori città nella villa di famiglia: ad aspettare l’uomo d’affari ci sono De Silva e i Corvo. La Cantalupo è sola e disperata ma abile e pronta per la sua vendetta. Intanto Sciuto si sta occupando delle indagini su Rachele e Saro Ragno, evasi di galera. I due boss mafiosi sono in contatto con i Corvo e cercano di allargare il loro potere. Il poliziotto della Duomo riesce a scoprire che Carmela Ragno era in accordo con il figlio per farlo evadere: va dalla donna per chiarire con lei ma Carmela sta preparando la valigia per scappare. Saro aggredisce Sciuto alle spalle e porta via la madre: “infami” e “sbirri” non sono destinati a stare insieme.

Sandro riesce a capire la situazione e si dirige preoccupato a casa di Carmela Ragno; trova il collega stordito, che finalmente racconta la verità sulla donna che credeva di conoscere. Intanto De Silva, abile tanto quanto cattivo, intercetta la bomba piazzata nel villino della famiglia Torrisi e aiuta il socio del Broker a farsi attivare nuovamente i conti bancari, che l’informatica aveva criptato. La donna, che era pronta a far saltare in aria tutti (Corvo-Ragno-De Silva-Torrisi), si trova di fronte alla verità: l’ex agente dei servizi segreti l’ha scoperta e la sequestra. L’ordine è di torturarla ed infine ammazzarla.

squadra antimafia

Tempofosco e la sua squadra antimafia indagano sulle proprietà del financial manager e intercettano la probabile villa in cui, suppongono, avvenga l’incontro. Recuperati Sciuto e Sandro, la Duomo raggiunge la casa di Torrisi e insegue di picciotti di Rachele Ragno, sparandoli, ma non vedono la Cantalupo nascosta nell’automobile. La donna ferita scappa, mentre Sciuto e Sandro riescono per poco a sfuggire all’esplosione della bomba:l’operazione di Tempofosco è andata male.

Dopo aver ritrovato il cadavere di Don Mazzini, Sandro scopredai risultati della balistica del proiettile che ha sparato all’uomo, che si tratta della stessa pistola: Barca, l’aggressore di Carmela Ragno e Don Mazzini sono stati sparati dallo stesso assassino. L’uomo agisce da solo. Intanto Calcaterra sta indagando sul magistrato Ferretti e, grazie ad un contatto all’Interpool, scopre che qualcuno si trova al confine con il Marocco: decide poi di tenere nascoste le informazioni ottenute, non coinvolgendo la Duomo. La Cantalupo raggiunge Catania ma è ricercata anche dalla polizia stradale.

I magistrati Fazi e Licata sostengono che l’eventuale rapimento dell’informatica e l’esplosione nel suo villino non sono prove sufficienti per convocare di nuovo Torrisi. La Cantalupo riesce a seminare di nuovo la polizia, mentre la Duomo si muove su due fronti: incastrare l’uomo d’affari e ritrovare la collega fuori controllo.

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