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squadra antimafia

La sesta puntata di Squadra Antimafia 7 ci regala ancora tantissimi colpi di scena. Le prime scene vedono la Cantalupo chiamare la Duomo di Tempofosco per avvisare la squadra antimafia che è stata lei a trovare Goffredo Collina, il Broker, e di averlo ammazzato per legittima difesa. L’informatica viene accusata di aver agito contro la legge, non avvisando prima il comando della Squadra ma il tempestivo intervento di Davide la trae in salvo da un’immediata sospensione: la donna fa ancora parte delle indagini e giura di decriptare e monitorare tutti gli spostamenti del suocero per risalire ai suoi traffici illegali e portare al socio del Broker, Saverio Torrisi, il vero responsabile della morte del marito.

La squadra antimafia condivide lo stesso obiettivo con De Silva. L’ex agente dei servizi segreti ha salvato Rachele Ragno da un blitz della polizia e si è alleato con lei: l’alleanza prevede che la mafiosa convinca la famiglia Corvo, detentrice del potere di Catania, a prendere il posto dei Maglio nell’accordo con il Broker. Don Alfio, in lutto per la morte del figlio Gaspare, si fida solo della Ragno, non sospettando che la donna ha abbandonato il suo erede durante la fuga dalla polizia. Rachele, conquistando l’assoluto fiducia di Don Alfio, si impone come capo del clan Corvo e convince il vecchio boss a trattare con il socio del Broker. De Silva, quindi, rapisce Strina, uno degli uomini del broker, prima che lo prenda la polizia per interrogarlo sugli affari di Goffredo Collina. Torturato a morte dal terribile cattivo e dalla cinica Rachele, l’uomo confessa la verità e rende note importanti informazioni.

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I due si recano da Torrisi e lo costringono ad includere i Corvo nell’accordo, minacciando di consegnare anonimamente alla polizia un plico di documenti sottratti al Broker poco prima di distruggere il cementificio di Milano. L’uomo d’affari si vede costretto ad accettare l’accordo. La Duomo arriva in ritardo e trova Strina morto. Mentre continuano le indagini, Sandro Pietrangeli è preoccupato per l’amico e collega Calcaterra, che viene dimesso dall’ospedale: Domenico continua ad avere vuoti di memoria e il medico gli somministra dei nuovi farmaci. L’uomo viene coinvolto da Sciuto a partecipare alla deposizione di Saro Ragno, figlio della compagna Carmela. Il mafioso si è pentito e vuole raccontare la sua versione dei fatti.

Ma in accordo con la cugina Rachele, Saro prende in ostaggio la madre e riesce a fuggire dal tribunale. Sciuto e Calcaterra avvertono la squadra e si mettono sulle tracce dei fuggitivi. Intanto, si scopre che Carmela malvolentieri ha preso parte all’evasione del figlio e, dopo essere stata trattenuta in ostaggio per qualche giorno a casa di Don Alfio Corvo, viene “rilasciata”. Calcaterra e Sciuto si recano a casa di Giovanna Ragno: la donna non è disposta a parlare ma cede quando l’ex vicequestore le punta una pistola alla testa. La mafiosa racconta di non sapere dove sia stato portato il cugino ma sostiene che un certo Don Manzini intrattiene rapporti e contatti segreti con Rachele e i Corvo.

La Duomo, mentre cerca Carmela, con l’aiuto della Cantalupo rintraccia probabili infiltrazioni mafioso di una grossa filiale bancaria italiana, che ha sede a Catania e che intrattiene rapporti commerciali di strategie economiche globali con il Kazakistan. La sede siciliana è coperta dalle attività di Saverio Torrisi; Tempofosco e Cantalupo si recano dal financial manager per un colloquio formale. Dall’incontro capiscono che è il socio del Broker e decidono di chiedere al magistrato di porre sotto controllo il suo cellulare. Rachele e Saro Ragno sono finalmente insieme e brindano al ricordo di Angelino ed Ettore, ammazzati entrambi dalla squadra antimafia nella quinta stagione. Il loro obiettivo è superare le difficoltà e servirsi dei Corvo per impossessarsi di tutto il territorio catanese.

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Il socio De Silva, il cui scopo è ancora poco chiaro, agisce nell’ombra e non è soddisfatto dei colpi di testa della Ragno. La sua impulsività potrebbe mettere in pericolo i loro accordi se la polizia li scoprisse. Dopo il rifiuto del magistrato di mettere sotto controllo le attività di Torrisi rischiando di essere incriminati per aver alterato i mercanti mondiali, Anna Cantalupo litiga con Tempofosco e decide di continuare ad indagare sulle attività e gli affari di Torrisi, il responsabili della morte del marito. Intanto la moglie Elisa avvisa Saro che la polizia ha confermato lo stato di fermo di Giovanna Ragno, si teme che la Duomo possa arrivare ai Corvo. Pietrangeli e Sciuto, dopo un lungo appostamento, seguono don Manzini in aperta campagna sperando che li conduca al covo dei Corvo.

La Duomo arresta l’uomo ma arriva tardi al covo dei Ragno. Tutti sono scappati e la polizia trova Carmela Ragno, legata ed incappucciata. Durante l’interrogatorio la donna racconta la sua versione, negando di aver partecipato all’evasione del figlio. Rachele e Saro riescono a fuggire. Le condizioni di Calcaterra peggiorano giorno dopo giorno e l’ex poliziotto non ricorda dove si dirige durante i suoi vuoti di memoria. L’amico Sandro lo scopre mentre prende la macchina in piena notte per andare chissà dove: Domenico possiede due pistole, di cui una non è registrata nel porto d’armi. L’ex vicequestore si reca nella parrocchia di don Manzini e in veste di giustiziere lo minaccia con una pistola: l’uomo di chiesa è complice con la mafia siciliana e sono molteplici i suoi crimini. Per lo spavento il parroco ha un infarto e Calcaterra lo finisce sparandolo alla testa.

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Tempofosco, dopo essere stato a letto con Anna, è preoccupato per tutto quello che sta accadendo. L’informatica è instabile e sempre nervosa e il magistrato minaccia di nuovo di sospenderla dalle indagini. La Cantalupo non si arrende e, ricordando preziose informazioni, riesce ad effettuare correttamente l’accesso ai conti criptati di Torrisi: ripulisce del denaro i conti delle sue attività e ormai la sua giustizia (vendetta) può avere inizio. Tempofosco raggiunge Anna e tra i due avviene un nuovo litigio. Dopo avergli promesso di rispettare la gustizia, Anna droga il wisky del collega: si tratta della sua vendetta e Davide non è disposta ad aiutarlo, superando i limiti della legge.

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