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salvini equitalia

“Chiudere sa subito tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100 mila euro, per liberare milioni di italiani incolpevoli ostaggi e farli tornare a lavorare, sorridere e pagare le tasse». Parla così il vice Premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini nello stesso momento in cui il ministro dell’Economia Giovanni Tria descriveva la sua visione del regime fiscale in occasione del 224° anniversario della Fondazione della Guardia di Finanza. «Ora tocca al governo – ha detto il ministro – semplificare il sistema fiscale e ridurre le tasse». ringrziando inoltre le fiamme gialle per il risultato raggiunto, cuore pulsante della riforma dell’economia prevista che punta a ridurre la tassazione recuperando l’evasione: «Dodicimila evasori totali sconosciuti al fisco e grandi evasori che hanno rubato una media di 2 milioni di euro a testa – ha proseguito – onore alla Guardia di Finanza che li ha scovati, ora tocca al governo ridurre le tasse e semplificare il sistema fiscale».

Quella di Salvini su Equitalia è solo una sparata o potrebbe essere un piano reale per le finanze italiane? Il dubbio è piuttosto forte, in caso di veridicità però, oltre a una crescita esponenziale nella popolarità del governo, potremmo trovarci di fronte a un cambio radicale nelle finanze dello stato e di conseguenza nella struttura economica del nostro paese.

Più volte criticata Equitalia, bersaglio anche del precedente governo, ha infatti negli anni messo in ginocchio numerose attività e privati, a causa in particolare di elevati interessi e costi nati semplicemente dal subappalto della riscossione a una società con l’obiettivo di trarre profitto.

Ancora non si sa niente sulla fattibilità della proposta, di sicuro potremmo trovarci di fronte a un cambio radicale delle politiche fiscali italiane, sicuramente la cosa sa molto di propaganda, bisognerà stare a vedere se verranno fatte proposte e come il sistema finanziario risponderà ad un simile cambiamento.

 

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