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Mauro Marin, vincitore della decima edizione del Grande Fratello -con più dell’80% dei voti- e ideatore del tormentone “Din Don Dan“, è uscito dal buio mediatico e ha deciso di rilasciare questa breve intervista a Blog di Cultura.

Allora Mauro, cominciamo?


Mauro: Certo, spara, dimmi tutto.

Qual era il tuo sogno quando hai deciso di partecipare al Grande Fratello?


Mauro: A vent’anni ho visto Pietro Taricone nel piccolo schermo, mi sono innamorato del suo personaggio e mi sono detto: «voglio partecipare al Grande Fratello e vincerlo». E così è stato.

Come è cambiata la tua vita dopo il reality?


Mauro: Sicuramente in meglio perché sono un po’ più sereno, ma alla fine la vita è sempre la stessa.

Sei rimasto in contatto con qualcuno dei concorrenti?


Mauro: Assolutamente sì. Mi sento ancora con Massimo Scattarella, Cristina Pignataro e Maicol Berti.

In molti si sono sempre chiesti una cosa: ti comportavi davvero in quel modo, o era stato tutto programmato dalla produzione?


Mauro: A dire la verità io ho un carattere decisamente particolare già di mio, a sentire mia mamma e i miei fratelli sono un vero esperto nel rompere le scatole. C’è da dire che dopo due settimane che ti ritrovi chiuso nella casa più spiata d’Italia, senza poter sentire nessuno, ti ritrovi carico e pronto ad esplodere. È stato quello a farmi partire come una molla.

A distanza di anni, ti piacerebbe ripetere l’esperienza?


Mauro: Per come è andata sì. Di certo adesso la vivrei meglio, perché comunque è un’esperienza che a livello di stress pesa parecchio.

Perché un giovane dovrebbe, o non dovrebbe, partecipare al Grande Fratello?


Mauro: Dovrebbe perché un è un’opportunità che permette, soprattutto ai giovani, di farsi notare. Per chi sa cantare o ballare ci sono i talent show, ma per gli altri?

Oggi che persona è Mauro Marin?


Mauro: Oggi è una persona che ha un po’ più d’esperienza, che ha imparato a convivere con l’essere riconosciuto dalle persone, una cosa tuttora bellissima e all’inizio molto strana. Quel che dico sempre è che una persona deve buttarsi giù dal bungee jumping per provare emozioni folli, senza pensarci due volte. Io mi sono lanciato e così ho potuto assaggiare il sapore della vittoria ma penso che adesso, dopo qualche anno, si sta bene anche tranquilli. Ora, infatti, lavoro con la mia famiglia: abbiamo un salumificio e un ristorante qui a Castelfranco Veneto.

Quindi ti sei allontanato dal mondo dello spettacolo?


Mauro: Più che altro è il mondo dello spettacolo che si è allontanato da me ed io, come ben sai, non corro dietro a nessuno.

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