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Chef Rubio è nell’occhio del ciclone dopo le parole scritte sui social a seguito della morte di due agenti delle forze dell’ordine.

Il commento acido e giudicato praticamente all’unisono totalmente inopportuno, ha portato una valanga di critiche nei confronti del personaggio, oltre a una messaggio direttamente dal fratello di una delle vittime.

Ai detrattori di Rubio si aggiunge anche Massimo Giletti che sceglie di dire la sua sulla questione:

Chi fa questo lavoro lo fa sapendo che c’è un eroismo quotidiano di cui non si parla mai, dove si mette in discussione la propria vita, a rischio la propria vita, ogni giorno, ecco vedete, quei due ragazzi che vedete alle mie spalle non ci sono più. Chi fa questo lavoro, ripeto, deve metterlo in preventivo. Quello che io non accetto, che non tollero è invece quello che ho sentito, quello che ho visto scritto, e quando uno scrive dovrebbe usare il cervello, tra l’altro le cose più becere. Per esempio lo Chef Rubio ha scritto questi ragazzi erano impreparati fisicamente, psicologicamente, mentalmente. Ora io, e lo sappiamo bene, viviamo in una società dove appena succede qualcosa uno non sente altro che la necessità impellente di scrivere la prima stronzata che vuole dire, in certi casi sarebbe meglio evitare, perché caro Chef Rubio questi ragazzi non li hai mai visti, mai conosciuti e allora prima di scrivere, prima di parlare, bisognerebbe conoscere la realtà dei fatti, poi si può discutere tutto, certamente qualcosa non è andata come sarebbe dovuta andare, ma prima di scrivere certe cose, bisognerebbe pensarci non una, cento volte. Al di là della retorica, ricordiamoci chi sono e cosa fanno

Un commento altrettanto superfluo che va a bacchettare il post di Rubio.

Una critica a tutto tondo che crea forti dissapori tra i due.

Di sicuro però quello nel polverone, al momento è proprio Rubio.

 

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