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Ph. Credits: Giancarlo Cantone

Un raffinato manager e un rude tamarro in fila nei vari posti in cui si incontrano. Chi sono? Ivan Fedele e Cristiano di Maio, in arte Ivan & Cristiano, il duo di cabaret tra i più divertenti del programma Made in Sud, in onda il martedì su Rai2 in prima serata. Un sodalizio nato alle scuole elementari che li ha visti arrivare al successo teatrale e televisivo, rigorosamente insieme. Ho avuto il grandissimo piacere di intervistarli per scavare più a fondo sul loro rapporto, sulle loro idee, sui loro progetti…

Dal 2008 siete tra i protagonisti indiscussi dello show televisivo Made in Sud, seguitissimo e amato dal pubblico napoletano e non solo. Com’è nata quest’avventura e come vi ha cambiati?

Ciao Valentina e grazie di cuore per questa intervista. Noi venivamo dal teatro, sia con esperienze diverse sia con percorsi comuni. Dal 2003 al 2007 girammo con un trittico di nostre commedie, scritte, dirette ed interpretate da noi (“Sala d’attesa”, “Ultimo piano” e “Dolce Dormire”). Il cabaret, la comicità, però, era un discorso che non avevamo mai sperimentato né approfondito. Così ci mettemmo a scrivere i primi sketch di cabaret e vincemmo il premio della critica al Premio Totò e facemmo il provino per il Laboratorio di Cabaret del teatro Tam di Napoli. Dalla scocca di quel laboratorio (dove oltre noi c’erano gli Arteteca, Enzo e Sal, Ciro Giustiniani, Mariano Bruno, i Doppia Coppia, Pasquale Palma, ecc.) nacque, da un’intuizione del produttore Nando Mormone, l’idea di un programma televisivo, Made in Sud appunto, che desse visibilità ai talenti del meridione. Dopo 5 anni di gavetta sul canale satellitare Comedy Central (fu una bellissima palestra) il programma fu notato ed “acquistato” dalla Rai. Passando su una tv generalista, ovviamente, la visibilità è cresciuta in maniera esponenziale, facendo aumentare anche il numero dei nostri spettacoli dal vivo in giro per l’Italia.

La vostra amicizia nasce tra i banchi delle scuole elementari, per poi approdare ad un duo comico vincente. Come siete arrivati fin qui, insieme?

Sì, ci conosciamo dalle scuole elementari. La nostra collaborazione nasce da una lunga amicizia. Ci ha sempre, poi, accomunato questa passione per lo spettacolo, tanto da far reggere questo sodalizio, come ti dicevamo, dapprima a teatro e poi nel cabaret. Nel 1996 fondammo la Piccola Compagnia Teatrale Spaccanapoli, eravamo in quattro e portavamo i nostri testi teatrali in giro per i teatri. Poi uno dei quattro divenne ingegnere e rimanemmo in tre. E allora ci denominammo Piedi di Piombo. Poi uno dei tre divenne insegnante. E allora restammo noi due e preferimmo chiamarci semplicemente con i nostri veri nomi di battesimo: Ivan e Cristiano.

Ivan e Cristiano sono due opposti, due lati della stessa medaglia. Il fine uomo in carriera e il rude tamarro che si incontrano e si scontrano in vari luoghi. Cosa si vuol rappresentare con questa dissonanza?

Mah.. è un gioco antico che affonda le proprie radici nella drammaturgia classica (i “Menecmi” di Plauto, ad esempio). Poi noi abitiamo in un quartiere di Napoli, Chiaia, molto eterogeneo, che abbraccia la zona bene di Napoli (Piazza dei Martiri, via Chiaia) con l’inizio dei quartieri spagnoli. Di conseguenza è all’ordine del giorno vedere interagire il Raffinato ed il Tamarro. Che poi sono due facce della stessa medaglia, sono due estremi, due maschere. In passato giocavamo spesso con questa tipologia dei personaggi, perciò alla fine fu naturale farne uno sketch.

Attori, oltre che cabarettisti…

Come ti dicevamo noi veniamo dal teatro. Nasciamo quindi prima come attori. Solo in seguito abbiamo intrapreso la carriera cabarettistica…che è proprio un altro mestiere rispetto al teatro, è diversissima… nel cabaret non hai la “difesa” della storia, della commedia…è un’arte senza fronzoli dove o il pubblico ride o non ride e se non ride vuol dire che non sta andando bene.

Oggi per i giovani è molto difficile seguire una personale attitudine: troppo spesso le reali vocazioni sono sacrificate sull’altare dell’utile, del profitto. Voi che avete avuto l’abilità e la fortuna di trasformare in mestiere una grande passione cosa vorreste dire a chi oggi si affaccia, tra mille ostacoli, al mondo del lavoro?

Prima esistevano i lavori sicuri e i lavori impossibili. Ora non esistono più i lavori sicuri, ma solo quelli impossibili….quindi, difficoltà per difficoltà, meglio lottare per fare il lavoro che si ama. L’importante è cercare sempre di studiare, di prepararsi, di andare avanti con pervicacia e testardaggine.

Mala tempora currunt: diciamocelo, navighiamo in cattive acque. Crisi sul lavoro, crisi dei valori, sembra che questa parolina così breve si sia insinuata con prepotenza inaudita nelle nostre vite. Eppure io credo fermamente che l’ironia, la creatività possano salvare il mondo. Che una sana risata faccia bene al cuore e che spazzi via la cupezza di certe giornate. E voi, maestri del riso, sarete sicuramente d’accordo…

E gia’… come dici tu questa parolina si è insinuata nella nostra vita…nella nostra mente. Basta aprire un quotidiano a caso ogni mattina perché il nostro umore ne risulti tristemente condizionato. Eppure in noi ci deve essere quella sana voglia di riscatto, quella baldanza entusiastica che ci fa vivere, ci fa creare, ci fa crescere. Magari proprio a partire da una risata. E comunqueeeeee ridere fa bene!!!

[Ph. Credits: Giancarlo Cantone]

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