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Freccero Che tempo che Fa

Fazio di nuovo al centro della discussione dopo che Freccero ha indirettamente accusato il conduttore di essere la causa del flop di C’è Grillo, episodio discusso per il pagamento di 30.000 Euro in diritti d’autore a Beppe Grillo.

“Mi aspettavo di fare almeno il 5,8 per cento” spiega Freccero elencando i vari problemi che hanno colpito la trasmissione, poi commenta: “Colpa della programmazione sbagliata”.

Il primo problema infatti è stato quello di mettere in onda Beppe Grillo intorno alle 21.10 dove “è stato coperto fino alle 21.40 da ’Striscia la notizia’, su Canale 5”.

Poi Freccero aggiunge che la programmazione sbagliata è nata “dall’esigenza di far terminare la trasmissione in tempo per non disturbare l’inizio che Che fuori tempo che fa di Fabio Fazio su Rai1”. In poche parole si è sacrificato il suo format in favore di Fabio Fazio.

Il vero problema starebbe quindi nel “coordinamento dei palinsesti” che “ci danneggia sempre”.

Grillo sarebbe dovuto andare avanti fino a tarda notte, “e in questo caso avremmo fatto il 6-7 per cento di share”.

e poi spiega come il direttore di Rai 1 ragioni: in maniera leninista e ha una posizione censoria nei miei confronti e pensa solo a Rai1”.

Non si è sconfitti dice, “quando perdi non fai la vittima” commenta poi, “e analizzi gli errori facendone tesoro per futuro”.

Poi conclude lanciando un’altra frecciatina a Fazio:

“Se è vero che abbiamo perso 40mila euro per C’è Grillo, non mi pare ci sia stato questo gran danno industriale… costa quanto un caffè di Fazio”.

Una certa tensione e una gran voglia di togliere dalle scene quei conduttori che umiliano la televisione nazionale per i loro stipendi.

In un’ottica di calo dei cachet e di ricerca della qualità al giusto prezzo, l’era dei grandi conduttori, sempiterni e strapagati sembra vicina alla fine, anche perché Rai non va a meraviglia e a pagare stipendi e inadempienze sono principalmente i contribuenti.

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