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In giro per il mondo si conoscono tante maledizioni, e di certo non mancano quelle nell’ambito del mondo dello spettacolo.

Il 3 novembre 1978 sulla NBC andava in onda la prima puntata di Diff’rent Strokes (in italiano Il mio amico Arnold) un telefilm tanto famoso quanto maledetto.

La trama è semplice: un trionfo di buoni sentimenti, una serie in cui convivono ricchi bianchi con i neri del ghetto senza nessun tipo di discriminazione.
Una famiglia allargata composta da Philip Drummond, un signore con una figlia adolescente, Kimberly, che adotta due fratelli di colore, Arnold e Willis, figli della sua governante prematuramente scomparsa.

Buoni sentimenti e una forte presa di posizione contro il razzismo. Ma cose terribili sono accadute ad alcuni dei protagonisti di questa serie TV.

L’attore che ha interpretato Willis (Todd Bridges) ha un passaggio dall’adolescenza all’età adulta difficile: da metà degli anni ’80 diventa dipendente dalle droghe e dopo la fine della serie si ritrova disoccupato. Rischia di morire per overdose di crack e nel 1988 va a processo per il tentato omicidio di uno spacciatore. Nel 1993 viene arrestato nuovamente e va in riabilitazione dove abbandona alcol e droga e abbraccia la religione cristiana.

Gary Coleman (Arnold nella serie) fin da piccolo ha avuto a che fare con la legge, citando in giudizio i suoi genitori accusati di avergli sottratto i proventi della sua attività di attore.

Terminata la serie, ha girato altre sit-com, ma affetto da una malattia renale congenita, che gli aveva compromesso lo sviluppo, è morto prematuramente a 42 anni, dopo complicazioni della sua patologia.

Dana Plato (Kimberly nella sit-com), la più sfortunata dopo la fine della serie.

Difatti rimane incinta a 16 anni, e dopo diversi problemi con la legge (viene arrestata due volte) muore nel 1999, a soli 34 anni, per colpa di un’overdose.

Il mondo dello spettacolo, a volte, sa essere molto crudele.

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