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Sabato scorso, teatro dei Parenti. Selvaggia Lucarelli presenta il libro di Emis Killa. In un’altra sala del teatro c’è Toni Servillo, che ha uno spettacolo teatrale su Moliere. Servillo, fuori dal teatro, viene avvicinato da un giornalista, Alberto Dandolo, che si trova lì per vedere la Lucarelli e Killa, che gli chiede una foto, dicendo di lavorare per Dagospia. Toni gliela nega risponde che non fa foto con uno che lavora per quel sito, che non sa la Lucarelli chi sia, non sa chi sia Emis Killa e non vuole essere associato a certa gente perchè sono su piani diversi. La notizia esce immediata su Dagospia e inaspettatamente interviene Christian De Sica in difesa di Servillo con parole cocenti: “Servillo e’ un grande attore il resto è solo niente. E devono imparare a vivere, non siamo stanchi di Servillo siamo stanchi dei maleducati. Servillo e’ un gran signore e la Lucarelli e’ quello che e’… Sicuramente saranno stati maleducati e chiassosi come sempre. Pensa tu se Servillo rosica…casomai e’ quella mezza calza che si ostina a voler fare un mestiere che non le appartiene…”.

Non è difficile immaginare a questo punto la reazione di una lingua affilata come quella della Lucarelli, che, dopo aver definito Servillo “un gigante di attore e di antipatia”, commenta repentina lo spiacevole episodio sul suo profilo Facebook: “Mi permetto poi di rispondere al “mezza calza che fa un lavoro che non le appartiene” che mi appioppa. Mio caro De Sica, io sono figlia di una casalinga e di un amministratore di quartiere. Mi mantengo dall’età di 19 anni. Mi sono guadagnata e sudata tutto. Che un figlio di papà ormai papà a sua volta e a momenti pure nonno, abbia queste uscite livorose che nascono da chissà quale contenzioso irrisolto suona piuttosto ridicolo. Pensi alla sua fortuna De Sica. Al suo di lavoro, non al mio, fatto di porte spalancate grazie al peso specifico del suo cognome e costellato da faticosi viaggi in giro per il mondo con donne meravigliose e l’onere di imparare battute impegnative quali: “L’uomo, che essere meraviglioso: una bella pisciata, una bella cacata e ti riconcili con il Creato!. (citazione da un cinepanettone)
Ah, un’ultima cosa. In un ulteriore commento il signor De Sica afferma anche di non leggermi. Mi legge eccome, signor De Sica. Nel 2009 chiamò i vertici di un’azienda con minacce di andare per vie legali per un mio pezzo su Italia oggi che non le era piaciuto. Sono passati 5 anni ma vedo che non le è passata. Si tranquillizzi, che certi reati cadono in prescrizione. Non le hanno dato il 41 bis per Natale in India, per cui sia meno severo chi commette peccati veniali.”

Attesa adesso una risposta ufficiale da parte dell’attore romano, che sicuramente non resterà indifferente alle parole-lama della Lucarelli.

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