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Sky ci ha fatto soffrire ma siamo quasi arrivati al termine di un’attesa lunga diversi mesi. Dopo una primavera e un’estate a interrogarsi su quale fosse la data di arrivo di True Detective in Italia, il giorno X adesso lo conosciamo: 3 ottobre. Chiaramente su Sky Atlantic.

Dopo nove mesi dunque dall’esordio in patria, su HBO, la miniserie ideata da Nic Pizzolatto con protagonisti Matthew McConaughey e Woody Harrelson è pronta al trionfo anche da noi, anticipata dall’entusiasmo di pubblico e critica statunitensi, oltre che da numerosi premi: trionfo ai Critics’ Choice Awards e ai Television Critics Association Awards, premi perlopiù tecnici invece agli Emmy.

Conosciuto il giorno X, scopriamo dunque i motivi per cui True Detective è ritenuto dalla critica uno dei tre prodotti di maggiore qualità apparsi in TV nel 2014. In altre parole, ecco perchè non potrete permettervi di perderlo.

La sigla

Che ci si trovi davanti a un prodotto di livello assoluto, lo si capisce dai titoli d’apertura. Mai giudicare un libro dalla copertina, sì, ma tutto ciò che la meravigliosa sigla di True Detective promette, viene mantenuto nella serie: la musica country, le atmosfere cupe, i volti dei personaggi squarciati dallo scheletro rurale di un’America più che mai disincantata.

La tensione

Non è solo una questione di scoprire l’assassino e capire come vada a finire. Nella creatura di Nic Pizzolatto si respira tensione in ogni fotogramma – dalle scene d’azione alle vicende private – persino durante un’innocua cena a tavola. E quando è Rust Cohle/Matthew McConaughey a prendere la parola sembra possa aprirsi il cielo all’improvviso.

Le voci

Sky Atlantic ci darà come al solito due opportunità: i puristi potranno apprezzare le voci di McConaughey ed Harrelson (già sentite da chi non ha resistito e acquistato il cofanetto della serie). Chi invece preferirà farsi guidare dalle voci italiane riconoscerà subito i due interpreti nostrani che doppieranno i protagonisti: Adriano Giannini (McConaughey) e Pino Insegno (Harrelson).

La regia

Unita ad una fotografia a dir poco eloquente, non a caso la regia di Cary Fukunaga (quello di Sin Nombre e dell’ultima Jane Eyre) è stata premiata con un Emmy nella categoria drama. Fra sterminati e desolati paesaggi di campagna e ambientazioni chiuse, il 37enne regista statunitense non sbaglia un’inquadratura. Il meglio di sè però lo dà in ambiente metropolitano: gli ultimi dieci minuti del quarto episodio sembrano girati dal Michael Mann dei tempi d’oro.

Woody Harrelson, Matthew McConaughey, Shea Whigham
Woody Harrelson, Matthew McConaughey, Shea Whigham

I protagonisti

Uno scontro tra titani. E non nel senso retorico dell’espressione. La performance combinata del premio Oscar McConaughey (che coronerà con Interstellar un biennio da urlo) e del sottovalutato Harrelson ha i connotati di un confronto dialettico che spazia dall’amicizia virile allo scontro frontale – anche fisico – totale e distruttivo. Alieno dall’involucro umano l’uno (Rust), anima fragile dietro una corazza all’apparenza inossidabile l’altro (Marty), i due detective costituiscono l’anima complessa e sfaccettata di un prodotto assolutamente da non perdere.

In attesa del 3 ottobre, ecco il promo di True Detective lanciato da Sky Atlantic.

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