CONDIVIDI
Wolfman del toro

Uscito il 19 febbraio 2010, diretto da Joe Johnston, Wolfman è il ritorno dell’uomo lupo nel cinema.

Un prodotto che ha visto come attore principale uno dei personaggi più azzeccati di sempre per il ruolo: Benicio del Toro.

Un cast di livello quello di Wolfman che comprende: Benicio Del Toro, Emily Blunt, Anthony Hopkins, Geraldine Chaplin, Hugo Weaving, Art Malik, Michael Cronin, David Sterne, Branko Tomovic, Elizabeth Croft, Sam Hazeldine, Olga Fedori.

Il film racconta l’infanzia di Lawrence Talbot che, dopo la morte della madre viene mandato a vivere nel villaggio vittoriano di Blackmoor in un manicomio, per poi finire in America.

Dopo essere stato rintracciato dalla fidanzata del fratello, Talbot ritorna nella proprietà dove scopre il corpo del fratello presumibilmente ucciso.

Riunito con il padre scomparso, Lawrence inizia a dare la caccia all’assassino del fratello, andando così incontro al suo tremendo destino.

Wolfman è il remake di un classico dell’horror, L’uomo lupo, uscito nei cinema nel lontano 1941.

Una pellicola che cerca di riportare sul grande schermo i grandi mostri dell’epoca riuscendoci a metà.

Wolfman, nonostante un cast eccezionale, ambientazioni di grande qualità e effetti speciali di livello, manca proprio nel punto che più necessita di essere curato: la sceneggiatura.

Ne emerge un film piatto, dove i mostri non bastano a delineare tutto quello che il regista si era premesso di concludere.

La pellicola rimane piacevole per una serata leggera, per i cinefili però consigliamo però il film originale, moltopiù potente e competente nella creazione del leggendario Talbot, mostro eccellente, forse disinnescato proprio dal passare del tempo, da un’epoca dove la mostruosità umana ha preso il sopravvento forzando lo stesso orrore a mischiarsi con le vicende quotidiane per rimanere credibile.

Creature come IT, vicende come quelle di Lasciami Entrare, riescono infatti a entrare dentro lo spettatore in modo ben differente dalle glorie degli anni 40, dove il male era sempre male, e i buoni integerrimi.

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here