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Da un grande divulgatore scientifico come Piero Angela ci si aspetterebbe una autobiografia seriosa, magari scritta con un pizzico di autocompiacimento. Invece stupisce per la sua semplicità nel libro “Il mio lungo viaggio – 90 anni di storie vissute”.
Il popolare giornalista si racconta senza retorica e usa il suo esempio, la sua professionalità, le sue emozioni, per proporre quel mondo migliore  cui tutti, ma soprattutto i giovani, dovrebbero aspirare.
“Ho scritto questo libro perché le mie tante esperienze non andassero perdute e potessero essere di insegnamento ai miei nipoti e ai miei pronipoti, anche se leggono poco” spiega Angela.
Piero Angela, sposato da cinquant’anni con Margherita, è padre di due figli, Christine e Alberto.
Alberto ha seguito le sue orme e lui ne è estremamente orgoglioso.
“Quando cominciai il programma “Superquark” c’era un giovane in particolare che mi sarebbe piaciuto avere nel mio staff. – racconta lui – Aveva realizzato una rubrica di scienza, “Albatros”, per la Televisione svizzera e aveva un curriculum di tutto rispetto. C’era solo un problema era Alberto, mio figlio” ricorda lui.
“Se fosse venuto a lavorare con me avrebbero aperto il tiro al piccione contro di lui e contro di me. Come si poteva fare? Mi venne incontro il vicedirettore di Raiuno, Andrea Melodia, facendomi notare che mio figlio collaborava con varie reti televisive e quindi, da libero professionista, avrebbe potuto lavorare anche con me.
Insomma non ci fu alcuna assunzione e Alberto collaborò a “Superquark” solo perché era bravo: ci conveniva usarlo”.
Piero è amato dal pubblico proprio perché è un uomo tutto d’un pezzo, che lotta per i suoi valori.
Certamente nella sua formazione umana e culturale ha influito suo padre: Carlo Angela, eroico psichiatra piemontese che salvò molti ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.
Una vita straordinaria per un uomo straordinario che ha dato molto al mondo della cultura scientifica in Italia.

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