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Lunedì 12 ottobre The Walking Dead riapre i battenti. Dopo lunghi mesi di attesa rincontreremo Rick Grimes e il suo gruppo di superstiti. Nella quinta stagione avevamo visto lo sceriffo e il suo branco approdare ad Alexandria, surreale oasi di ordine e tranquillità nel bel mezzo dell’apocalisse zombie. I nostri avevano provato a integrarsi nella nuova comunità, rivestendo ruoli normali, accarezzando il sogno di una vita di nuovo ordinaria, ma senza riuscirci: la normalità è ormai una dea dimenticata e non solo perché il mondo è popolato da morti viventi.

I sopravvissuti hanno infatti imparato che il più grande nemico dell’uomo è l’uomo stesso. A fare davvero paura non sono gli zombies ma la follia umana. La follia di Nicholas, approvvigionatore di Alexandria, che, non soddisfatto di aver già causato la morte del giovane Noah, cerca (per fortuna senza successo) di uccidere anche Glenn attirandolo nel bosco. La follia di padre Gabriel, che non riuscendo a togliersi la vita decide di immolare tutti quanti lasciando aperto ai non-morti il cancello della città. La follia di Pete, marito violento, che in un raptus ferisce a morte Reg, il consorte del “sindaco” Deanna.

Rick ce la mette tutta per cercare di tenere le cose in ordine ma alla fine cede alla rabbia e assume i panni dello spietato giustiziere: il suo vecchio amico Morgan, l’uomo che gli aveva salvato la vita nella prima stagione, lo trova lordo di sangue, intento a mettere fine alla sofferenza di Reg e alla pazzia di Pete. Morgan è sconvolto e nella nuova stagione cercherà di proporre una nuova linea di azione, più “umana”. Sarà un nuovo fallimento?

Ma la follia non scava solo all’interno della comunità e dopo le manie di onnipotenza del governatore e la fame alienante dei cannibali del Terminus, si affaccia la minaccia di un nuovo nemico: “Wolves not far” recita la scritta bianca che appare nella scena segreta dopo i titoli di coda dell’ultima puntata. Chi sono questi lupi? Un gruppo di banditi che ha l’allegra abitudine di incidere una W nella carne delle persone vive o “morte” che incontra.

E intanto, sempre nella scena segreta, vediamo una rassegnata Michonne con la katana nuovamente in pugno: la speranza di poterla attaccare definitivamente al chiodo è stata dissipata. La violenza non conosce tregua.

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