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Il 28 aprile uscirà nelle sale italiane The dressmaker – il diavolo è tornato, tratto dal romanzo di Rosalie Ham e diretto da Jocelyn Moorhouse.

Il film, ambientato negli anni Cinquanta, racconta la storia di Tilly Dunnage, affascinante stilista che dopo vent’anni a Parigi fa ritorno al suo paesino d’origine, Dungatar, nel sud-est dell’Australia, dal quale era stata costretta ad andarsene perché accusata ingiustamente di omicidio. Tramite i suoi abiti, Tilly riuscirà a scoprire la verità e ad attuare la sua vendetta nei confronti degli abitanti di Dungatar.

Quando sono andata a vederlo in anteprima, una volta uscita dalla sala ho subito pensato: “Bellissimo!”. The dressmaker è un film che va assolutamente visto, e vi spieghiamo il perché.

Credits: pop.inquirer.net
Credits: pop.inquirer.net

Innanzitutto il film vanta la presenza di Kate Winslet nei panni della protagonista: Tilly Dunnage è una donna coraggiosa e vulnerabile allo stesso tempo, un personaggio pieno di sfumature che la Winslet ha saputo far emergere con una maestria senza pari. Non a caso è considerata una delle attrici più talentuose di Hollywood, vincitrice di talmente tanti premi che Wikipedia ha una pagina apposita dedicata ai riconoscimenti di Kate.

Accanto a lei Judy Davis nei panni di Molly, la vecchia e folle madre di Tilly. La coppia Davis-Winslet è formidabile, una spanna sopra gli altri, e mette in mostra una relazione madre-figlia molto profonda. Ma in The dressmaker c’è anche una storia d’amore: Tilly si innamora del giovane Teddy, interpretato da Liam Hemsworth, l’unico in grado di vedere le fragilità di Tilly e di offrirle il suo concreto aiuto.

Sullo sfondo gli abitanti di Dungatar danno vita a numerose scene corali in cui è la cattiveria a farla da padrone. Tilly, con le sue splendide creazioni sartoriali, li renderà sempre più alla moda e sempre più perfidi, fino ad ottenere la sua vendetta.

Menzione d’onore per i costumi: ispirati direttamente alla moda anni Cinquanta, gli abiti di The dressmaker sono un elemento chiave per lo sviluppo della trama, protagonisti del cambiamento che investe tutti i personaggi. Se siete amanti della moda, questo è un motivo in più per vedere il film.

Credits: thecarousel.com
Credits: thecarousel.com

Ma in quale genere si può annoverare The dressmaker? Kate Winslet l’ha definita “una commedia dark”: il film presenta elementi di commedia, dramma, thriller, persino western (Dungatar sembra un villaggio tipico dei film di Sergio Leone). Si ride e si piange nello stesso momento, come quando il sergente Farrat (Hugo Weaving) piange disperato durante un funerale, con in testa un copricapo femminile con lunghe piume nere.

Uno dei punti di forza di The dressmaker è proprio il saper dosare diversi generi in modo eccellente: ne esce un film capace di emozionare e far riflettere su temi come vendetta, amore, famiglia e relazioni, temi apparentemente così diversi tra loro ma che in questo film si conciliano benissimo grazie al tramite dell’ironia, capace di strappare un sorriso anche durante le scene più drammatiche.

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