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Un Sanremo 2016 ricco di ospiti, musicali e internazionali, di prestigio: ma perché alcuni di questi relegati a notte fonda? Ieri è toccato a Hozier, che ha eseguito Take me to church, stasera è stato il turno del DJ belga Lost Frequencies, al secolo Felix Safran De Laet, autore delle hit Are you with me? e Reality, eseguita stasera sul palco dell’Ariston.

La performance si è tenuta dopo l’apparizione (anch’essa velocissima) di Rocco Papaleo e Alessandro Gassman, all’una di notte già scoccata. La domanda sorge spontanea: che senso ha invitare un ospite internazionale e concedergli quattro minuti di spazio, senza poi alcuna domanda di rito?

Certamente comprensibile la difficoltà di concentrare la valanga di esibizioni e ospiti nel corso di cinque serate, fatto sta che l’introduzione del povero Lost Frequencies – insieme al cantante Janieck Devy – è stata forse la più dilettantesca della storia recente del Festival: termina la pubblicità, si ritorna in onda e il DJ belga viene inquadrato come se fosse un tecnico del suono sul punto di sistemare l’occorrente. Con Carlo Conti che lo presenta come se fosse il cugino passato di lì per caso: nessun ingresso in scena ripreso dalle telecamere, assenza della minima accoglienza da ospite.

Una lunga, lunghissima serata conclusa con una gestione dei tempi rivedibile, nonostante la consueta abilità di Conti, costretto a leggere alla fine la classifica dei concorrenti come se stesse annunciando i numeri della Tombola.

Un’occasione, anzi, una doppia occasione sprecata.

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