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riconoscimento facciale Cina

La prima reazione degli utenti, messi di fronte ai video che mostrano la tecnologia di riconoscimento facciale mista a big data cinese, è quella di non credere a quello che vedono. Le reazioni più comuni vedono le persone chiedere se si trovano di fronte a un film o semplicemente a un fake, la realtà però è che il grande fratello in azione al momento in Cina, è uno strumento disponibile a tutte le nazioni e diventerà lentamente la normalità.

La Cina sta infatti sfruttando intelligenze artificiali con capacità di riconoscimento facciale capaci di identificare a tracciare 1,4 miliardi di persone.

In numerose città del paese, migliaia di telecamere monitorano i movimenti e la vita quotidiana dei cittadini in cerca di criminali precaricati nei sistemi. Risolvono inoltre incidenti stradali e altri sinistri con uno sguardo costante che registra tutto ciò che accade in ampie aree.

Attraverso i big data e i sistemi di riconoscimento facciale, le strutture cinesi possono trovare una persona specifica in pochi minuti, individuare dove si trova e verificare il suo percorso. Qualcosa di incredibile, che avvicina la realtà alla fantascienza, ma che, con la crescita di pari passo della creazione di fake iperrealistici apre la strada a un vero e proprio incubo distopico.

Per prima cosa la presenza di un controllo costante, già presente in parte tra smartphone e telecamere, rende assolutamente attuale il famoso grande fratello orwelliano. Ancora più spaventosa è però l’idea dell’hacking dei sistemi di sorveglianza, dove potrebbe essere inserita la nostra immagine magari nell’atto di compiere un omicidio o altri illeciti così da portare innocenti in prigione e eliminare personaggi scomodi.

La realtà del riconoscimento facciale e della schedatura in tempo reale è già presente, questa tecnologia, è quindi destinata a crescere e proliferare e, probabilmente a diventare uno standard di sicurezza per il mercato mondiale.

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