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L’Awards Season, cominciata a settembre, sta per concludersi. La cosiddetta “Stagione dei Premi”, durante la quale vengono assegnati un’infinità di riconoscimenti nel mondo del cinema, culminerà con il premio cinematografico per eccellenza, il più importante al mondo, ossia il Premio Oscar.
L’88esima edizione della cerimonia degli Oscar si terrà nella notte tra il 28 ed il 29 febbraio prossimi ad Hollywood, dove sarà presente la crème de la crème del cinema mondiale.
E’ dunque tempo di pronostici. Tra le categorie più prestigiose, c’è quella che assegna la statuetta al miglior attore non protagonista.

La rosa dei 5 candidati al premio è composta anche quest’anno da attori dal talento indiscusso. In corsa troviamo:
Sylvester Stallone, per Creed – Nato per combattere
Tom Hardy, per Revenant – redivivo
Mark Rylance, per Il ponte delle spie
Christian Bale, per La Grande Scommessa
Mark Ruffalo, per Il caso Spotlight

Nonostante le eccelse performance attoriali di tutti, la “lotta per la vittoria” sembra consumarsi in realtà tra soli due nomi: Sylvester Stallone e Mark Rylance.
I numeri parlano chiaro: l’amatissimo Sylvester Stallone, con il ritorno alle scene nei panni del mitico Rocky in “Creed – Nato per combattere”, ha già fatto incetta di premi, vincendo ai Critics Choice Awards, ai National Board of Review Awards e, soprattutto, aggiudicandosi il suo primo Golden Globe; come lui, però, anche Mark Rylance ha ricevuto diversi riconoscimenti per il suo ruolo da non protagonista ne “Il ponte delle spie”, tra cui il prestigioso BAFTA (l’Oscar inglese) proprio pochi giorni fa.
Il testa a testa è dunque serrato, anche se il nostro cuore, in fondo, spera sia Stallone a spuntarla: quella statuetta rappresenterebbe per milioni di fans l’attesissimo riconoscimento per un’icona del cinema mondiale come Stallone, il coronamento di una favola cominciata 40 anni fa con il primo Rocky.

Ma non dimentichiamo che i colpi di scena, in fatto di vittorie finali agli Oscar, non sono mai mancati.
Tra gli altri nomi in corsa, la vera sorpresa potrebbe essere Mark Ruffalo, vigoroso attore non protagonista de “Il caso Spotlight”. Nei panni di uno dei giornalisti del Boston Globe che nel 2002 portarono alla luce lo scandalo dei preti pedofili, Mark Ruffalo dimostra ancora una volta il suo particolare talento, collezionando la sua terza nominations in questa categoria.

Nonostante le performance di altissimo livello, a risultare meno quotate sono la vittoria di Tom Hardy – alla sua primissima nomination per “Revenant”, con un ruolo da cattivo cucito sulla sua pelle – e quella di Christian Bale – nominato quest’anno per l’interpretazione dell’introverso e geniale Michael Burry ne “La grande scommessa”.

Non ci resta che rimanere in attesa dei verdetti dell’Academy Awards il 28 febbraio prossimo.

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