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La vicenda dei cantanti neomelodici, con tanto di minacce con pistola al termine della trasmissione sta scatenando un putiferio in Rai.

Nel frattempo Lucci si difende, spiegando di condurre il programma e di non scegliere gli invitati personalmente.

“La Rai ritiene indegne le parole su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino pronunciate da due ospiti della puntata di Realiti, andata in onda su Rai2 in diretta”. E’ quanto si legge in una nota dell’azienda, che annuncia anche di aver “avviato un’istruttoria per ricostruire tutti i passaggi della vicenda”.

Molto duro invece il commento Facebook del segretario Usigrai, Vittorio Di Trapani.

“Mi domando: ma davvero la #Rai aveva pagato l’albergo a uno che scrive canzoni sullo zio ergastolano, boss al carcere duro per mafia?”, allegando la foto del voucher dell’albergo.

“Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro”. questa la frase incriminata che sembra giustificare l’omicidio di Falcone e Borsellino.

“Ma è possibile tutto ciò? C’è chi è morto per la giustizia, c’è chi dovrebbe saltare in aria secondo i piani dei clan. E la Rai cosa fa? Fa parlare chi inneggia ai boss? Spero in una presa di posizione durissima dei vertici Rai. Io pago con orgoglio il canone Rai, lo pago perché credo nel servizio pubblico. Ma questo non è servizio pubblico. Almeno abbiate la decenza di non farci vedere chi considera Falcone e Borsellino due che si sono meritati la morte, o altri che santificano i boss dei clan che vorrebbero ammazzare me ed i ragazzi della mia scorta”.

Vari personaggi chiedono chiarezza da parte di Rai e dello stesso Lucci.

Qua il commento del conduttore che dice di aver invitato “in studio un ragazzo confuso, non Riina”. “Non abbiamo invitato Riina o Provenzano in studio. Abbiamo invitato un ragazzetto che fa il cantante neomelodico e ha degli idoli orribili, perché il programma si occupa di fenomeni sul web”.

“Preciso subito che io non sono l’autore del programma e non invito nessuno. Io conduco il programma e ci tengo prima a chiarire il contesto – continua Lucci prendendo le distanze -. Il programma parla del grande reality in cui siamo tutti immersi e per questo parliamo di tutto. Tra il tutto, c’è anche il fenomeno dei cantanti neomelodici siciliani che cantano in napoletano. C’è stato un servizio in cui è stato raccontato il fenomeno con tutte le sue sbavature, tra cui anche riferimenti ideali alla mafia. Tra i due cantanti che apparivano nel servizio, è venuto in studio questo ‘pischello’ di 19 anni. A me interessa il fenomeno del ‘pischello’, molto seguito dagli adolescenti, che ha per idoli Scarface e Al Capone. Io per prima cosa gli ho fatto dire che non è un mafioso”.

“Tutti parlano di una cosa che non hanno visto – spiega ancora Lucci -. Io mi rivolgo a questo ragazzetto con toni paterni, perché non si massacra un ragazzetto che dichiara di non essere mafioso, anche se ha degli idoli abbastanza orribili e le idee abbastanza confuse. Per questo gli dico: ‘cerca di schiarirti le idee e studia la storia. Anche se hai lasciato la scuola, studia la storia dei grandi siciliani: La Torre, Mattarella, Impastato, i carabinieri uccisi dalla mafia. E ti esorto a pensare ai due nostri grandi fratelli Falcone e Borsellino’. E’ qui che si vedono le loro immagini e c’è un’esplosione dello studio con un’ovazione per i due giudici. Prima di ogni cosa, io gli dico: ‘la mafia è merda!’. Non c’è margine di dubbio su cosa è stato fatto in studio”.

Lucci tiene a precisare poi come “l’altro cantante, citato nel video, non è stato invitato in studio. Si era valutato in un primo momento se farlo venire, ma poi si è deciso di non farlo venire. Nel video lui comunque dice: ‘ho pagato per il mio passato e voglio cambiare la mia vita’. E’ vero che è uno che è stato in galera, ma non è venuto in studio”.

Una situazione scottante che potrebbe portare a conseguenze per Rai e per la trasmissione, oltre che per i protagonisti della vicenda che hanno attirato un gran clamore con le loro dichiarazioni.

Staremo a vedere come andrà avanti la questione, o se finirà tutto in una bolla di sapone.

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