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Matteo Viviani tramite la sua pagina Facebook ricorda, probabilmente inconsapevolmente, una triste credenza sui rom, quella riguardante il furto dei bambini. Sabato scorso la Iena di Italia Uno ha pubblicato una foto scattata nella metropolitana di Roma, raffigurante due poliziotti mentre si avvicinano ad una donna rom con in braccio una bambina dai capelli biondi.

Viviani spiega di essere rimasto turbato dalla scena, una bimba a suo parere davvero poco somigliante alla madre e costretta all’elemosina e, come racconta attraverso il post incriminato, decide di rivolgersi alle forze dell’ordine:

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L’intervento di Matteo sul social ha generato un’accesa discussione: se da una parte molti hanno visto nel gesto del giornalista uno slancio protettivo e “paterno” nei confronti di una minore in evidente difficoltà, molti sono stati coloro i quali hanno invece colto l’occasione per lasciarsi andare a commenti offensivi contro i rom.

Resta il fatto che l’atteggiamento di Viviani sia stato determinato, più o meno coscientemente, dallo stereotipo per cui i rom siano ladri di bambini. Davanti alle critiche ricevute per via del suo presunto pregiudizio e soprattutto ai toni fortemente xenofobi che hanno invaso la sua pagina, la Iena ha poi cercato di smorzare i toni, mettendo in chiaro in un lungo post di aver agito solo perché colpito dall’immagine di una bambina sofferente e concludendo poi così:

«non posso che rattristarmi per la consueta ondata di odio e maleducazione che si è riversata nei commenti dei soliti mediocri […] quindi d’ora in poi sarà bannato sia chi non riesce ad esprimersi con un linguaggio civile, sia chi inneggia soluzioni xenofobe e deliranti.».

Matteo avrà pure sollevato un polverone, in pieno stile “Iene“, ma è lecito pensare che questo non fosse l’esito sperato.

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