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Luca Abete di certo non è nuovo a minacce ricevute sul web; di qualche mese fa infatti la notizia della sua pagina Wikipedia che era stata modificata annunciando la data della sua presunta morte, “giustificata” dal fastidio che continua a dare alle organizzazioni criminali campane. Stavolta però quello che colpisce è l’accanimento che sui social riceve da tanti suoi concittandini che lo accusa di mettere in cattiva luce la città di Napoli.

E Abete denuncia l’accaduto proprio dalla sua pagina Facebook dove posta lo screen di alcuni dei commenti ricevuti dopo il servizio andato in onda su “Striscia”. Servizio scomodo, che tratta un argomento tanto delicato quanto trascurato, quello dell’utilizzo da parte della criminalità di minorenni per fare affari. Veri e propri bimbi messi a contrabbandare sigarette sulle strade di Caivano, a testimoniare una situazione che per qualcuno può sembrare surreale vista in tv.

L’inviato fa il suo dovere, come al solito cerca di portare una testimonianza, ma anche stavolta è perseguitato da un alone di sfiducia e di contrarietà e visto come un ostacolo più che una risorsa per la città di Napoli.

Immagini forti che hanno subito scatenato un tam tam sui social network e minacce che sono arrivate inevitabilmente quasi subito, con Abete che però tende a rassicurare e promette di continuare sulla sua strada per cercare di garantire un futuro finora strappato a quei giovani mostrati nel suo filmato.

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