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La seconda puntata de Le tre rose di Eva 3 inizia quando Edoardo (Luca Capuano) pensa di essere l’assassino della donna che ha sempre amato, Aurora. È in stato confusionale: pensa di aver ucciso Aurora (Anna Safroncik), ma non riesce a spiegarsene il motivo. Disperato all’idea di aver ucciso l’amore della sua vita, si punta una pistola alla testa cercando aiuto nel fratello Alessandro (Roberto Farnesi), che invece segue la scena con distacco. Ma Edoardo non riesce a farla finita e viene arrestato dai Carabinieri. E sebbene Antonio (Giulio Pampiglione), non sia convinto della sua colpevolezza, per il giudice il caso è chiuso.

Ma il colpo di scena non tarda ad arrivare: il corpo carbonizzato non è di Aurora. Il DNA non coincide del tutto, segno però che la vittima è comunque una esponente della famiglia Gori. Ora davvero non restano che Aurora ed Eva. Ma la donna non si trova: qualcuno l’ha rapita e la tiene nascosta chissà dove. Certo è che quel pentacolo ritrovato sul luogo del delitto preoccupa molti, in primis Enea (Simone Colombari). E lo vediamo finalmente aprire il baule che tiene gelosamente nascosto come il suo passato. Vi conserva un uniforme da Carabiniere e un plico di documenti, custoditi in una cartellina nera con su inciso proprio un pentacolo dorato.

Ed è un pentacolo quello che si vede alle spalle del giudice Alberto Savio. L’uomo è preoccupato: sa di aver deluso chi si aspettava molto da lui e teme di essere eliminato. Telefona insistentemente a un uomo misterioso, al quale chiede aiuto perché venga eliminato Edoardo Monforte. Sa troppe cose e solo con la sua morte potrebbe salvarsi. Quell’uomo misterioso altro non è che Francesco Maniero (Tommaso Ragno), lo psichiatra incaricato dal giudice per esaminare Edoardo. La sua amnesia, la sua strana confessione, spingono il giudice a chiedere una perizia e anche un percorso di cura utile a fargli ritrovare la memoria. Non sanno che è lo stesso obiettivo che persegue questo misterioso gruppo di persone unite dal pentacolo: anche loro vogliono sapere cosa ricordi Edoardo. Fino ad allora non potranno eliminarlo.

Anche Alessandro vuole capire cosa frulli nella testa del fratello, ma non riesce a scuoterlo dal suo stato di amnesia. Si dice sempre e ancora innamorato di Aurora e la notizia che la donna uccisa non è sua moglie lo solleva, anche dall’accusa di omicidio. Ma nella sua mente affiorano subito altre immagini, come quelle di una donna bionda che gli chiede di non farle del male. Con l’aiuto dei carabinieri ne traccia un identikit. Edoardo è allora convinto che sia quella donna la sua vittima. Sta per scattare una nuova indagine quando gli si avvicina proprio la donna che pensava di aver ucciso. Si presenta ai carabinieri dicendo di essere la compagna di Edoardo, sua convivente da un anno.

Il suo nome è Isabella Domini (Sara Zanier), di professione skipper. Proprio per colpa del suo lavoro, che la tiene a lungo lontana dalla terraferma, ha scoperto dell’accusa del compagno solo da poche ore e di essere corsa da lui appena possibile. Ha un alibi per Edoardo: la sera della scomparsa di Aurora era con lei. Solo quando ha saputo che la moglie non si trovava ha noleggiato un’auto per raggiungere Villalba. Che fine abbia fatto l’auto però non si sa. E a carico dell’uomo c’è anche la fede ritrovata sul luogo del delitto. Una fede che,secondo Isabella, l’uomo non portava da tempo.

La notizia dell’evasione di Livia arriva velocemente a Villalba e mette in allarme Ruggero Camerana (Luca Ward): va subito dai Carabinieri per accusare la madre e il fratello di Alessandro di aver organizzato il rapimento, e l’eventuale assassinio, di Aurora per mettere le mani sul patrimonio Gori. Con Aurora morta e la piccola Eva unica erede, il patrimonio sarebbe stato diviso tra il marito Edoardo e il padre della bambina.

A confermare un coinvolgimento diretto di Livia il ritrovamento di alcune lettere postdatate e indirizzate ad Alessandro in cui si parla della morte e del funerale di Aurora. Tutto premeditato, quindi. Camerana sembra davvero convinto, ma sta per avere una brutta sorpresa: nella cella di Livia è stata trovata anche una foto che immortala la donna con Veronica e con Viola, sua figlia.
Temendo che anche lei sia coinvolta del rapimento, Ruggero corre in carcere: è duro con la figlia, vuole la certezza che lei non c’entri niente, ma la ragazza, che non sopporta l’amore del padre per Aurora non conferma e non smentisce.

In tutto questo Aurora è chiusa in una vasca della diga di Marignano. E’ sola, praticamente nuda, con una coperta a proteggerla dal freddo. Una figura misteriosa le porta da mangiare. Ma la battuta di ricerca non arriva fino alla diga: è infatti previsto l’allagamento del bacino e la sicurezza non fa avvicinare nessuno. Alessandro è sicuro che quello sia il posto migliore per tenerla nascosta e magari anche per ucciderla. E infatti sta per morire annegata quando sul posto arriva Alessandro che non esita a tuffarsi.

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