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Ci sono delle cose dietro le quinte dei cartoni animati Walt Disney a dir poco sconvolgenti, che nemmeno i più esperti del settore potrebbero mai minimamente immaginare. Qualche piccola pillola che, a nostro avviso, potrebbe disturbarvi.

Avreste mai detto che nel film originale di Pinocchio è presente una scena in cui il burattino è ubriaco e svestito, con tanto di poliziotti pronti ad arrestarlo?
Il Topolino Apprendista Stregone del lungometraggio Fantasia, invece, presentava due piccoli personaggi particolari: i centauri Otika e Girasole, che sono stati eliminati dalle versioni venute in seguito. Perché? Sembrerebbe che i due centauri erano stati disegnati come caricature offensive nei confronti dei servitori di colore, incitando in qualche modo al razzismo. E decisamente razzisti sono anche i tre corvi che hanno aiutato Dumbo a volare, un chiaro riferimento alla comunità afroamericana con stereotipi razziali.

E ricordate i topolini Bianca e Bernie? Non è più una novità la presenza di messaggi subliminali nel film d’animazione, quali una donna in topless che, stando ad alcune voci, sarebbe stata inserita in post-produzione. Nel 1999, la società ha emesso un richiamo di oltre tre milioni di copie VHS del cartone.
La Walt Disney ha ricevuto non poche lamentele anche per il poster originale de La Sirenetta, dove era presente una figura molto simile a un membro maschile, tanto da dover modificare la cover.

L’autrice di Mary Poppins, poi, odiava il film. Sembrerebbe che la signora Travers, infatti, abbia letteralmente pianto durante la prima del film, in quanto molte delle sue decisioni su tagli e aggiunte non sono state minimamente considerate.

Il maestoso impero Disney, tra l’altro, ha mandato in crisi molti dei suoi 1293 dipendenti. Animatori e non solo, che hanno lavorato duramente nello studio di animazione sei giorni su sette con bassi salari e senza crediti a film finito. Nell’ormai lontano 1941, gli animatori scesero in piazza a protestare e proclamando uno sciopero durato per ben nove settimane, fin quando Disney non si convinse a negoziare con i suoi dipendenti.

Insomma, come ogni grande cosa, anche la Disney ha i suoi altarini da nascondere ma, come ben sapete, prima o poi tutti i nodi vengono al pettine, pronti a sconvolgerci l’infanzia.

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