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Pare che la morte di Derek Shepherd, il caro dottor Stranamore, abbia davvero creato danni irreparabili non solo ai fan della serie tv. I galoppini di Shonda Rhimes, probabilmente sotto l’effetto di minacce da parte della strega Malefica ideatrice del medical drama, hanno dovuto correre ai ripari in poco tempo e i risultati si sono ampiamente consumati sotto gli occhi di tutti noi seguaci appassionati.

Succede che la regia delle puntate che hanno segnato la fine dell’amore assoluto fra Meredith e Derek, è qualcosa che non ha nulla a che fare con quella delle precedenti 10 stagioni. Frettolose, in un modo davvero poco decoroso. Approssimative, superficiali, dove persino la musica sembra poco curata. “How to save a life” titolo della puntata in cui Derek Shepherd muore? Sembra proprio uno sberleffo ai tanti amanti della serie.

Grey's Anatomy: cosa non ci ha convinto della morte di Derek Shepherd

E che dire poi dei flash-back infiniti, salti temporali che rasentano i film di fantascienza? Tutta l’11esima serie è a dire la verità un continuo ricordo in bianco e nero ed era accettabile anche se iniziava un po’ a stancare. Ma in queste puntate si è verificato qualcosa che va al di là del decente e che ha compromesso la veridicità di Grey’s Anatomy come mai. Preston Burke era stato cacciato in grande stile e tutto sommato era stato architettato piuttosto bene. Ma della dipartita di Derek proprio non si può dire la stessa cosa.

La puntata doppia 22-23 (She’s Leaving home) è un concentrato di caos cosmico. In 120 minuti si riassume praticamente un anno fra allontanamento di Meredith, la nuova piccola Shepherd (il marito che muore ma che lascia una parte di sé è una cosa che finora solo Beautiful), i successi della Torres, nuovi matrimoni in vista, insomma lo scempio dello scorrimento lento. Anche qui si denota fretta: per la serie “Derek lo facciamo a pezzi, poi polvere e poi lo mettiamo subito sotto il tappeto“.

Grey's Anatomy: cosa non ci ha convinto della morte di Derek Shepherd

E poi, signore e signori, errori su errori temporali che davvero fanno crollare la qualità di Grey’s Anatomy ai minimi storici. Per esempio: ore 7.45 pm di giovedì 26 marzo 2015, Derek è appena risalito in macchina dopo aver assicurato le vittime dell’incidente ai soccorritori e si distrae rispondendo al cellulare quando un camion investe lui e la sua macchina. Quindi avrebbe passato così la sua giornata mentre al Seattle Grey Sloan, Meredith che combina? Un macello: prima è a casa con Amelia e sembra sera, ma poi torna in ospedale e viene a sapere dalla Casa Bianca che Derek non è atterrato a Washington. L’episodio 20 è quello dell’incidente aereo che avviene il 27 marzo di prima mattina: Mer cerca Derek preoccupata ma nulla. E stando a questa linea temporale lui dovrebbe già essere in ospedale dalla sera prima. Le ore 17 del 27 marzo sono l’ora X in cui Meredith decide di chiamare Derek, ma pochi secondi prima viene raggiunta dai poliziotti. Da qui un vero pasticcio: per Derek sembra che il tempo non sia passato nello stesso modo!

E poi orologi che segnano orari incongruenti con la storia, monitor che segnano date errate, la bambina che ha salvato e che lo riconosce che è vestita come la mattina in cui è stata salvata, con il sangue fresco che le macchia il vestito. Per Derek è sera e per Mer è pomeriggio di un altro giorno. E vogliamo parlare del cellulare che squilla laddove non c’è campo? Com’è possibile che il cellulare di Derek riesca a squillare proprio nel momento in cui sale in macchina e guarda caso proprio quella distrazione causa la sua morte? Imperdonabile. Ah! E poi carissima Shonda, come spieghi il fatto che Derek e gli altri feriti vengano portati in un ospedaletto da quattro soldi, per qualcuno si troverebbe persino a San Diego, mentre l’autista del camion che ammazza il dottor Stranamore venga trasportato al Grey Sloan Memorial Hospital?

Quello che ne esce è una messinscena bella e buona, tanto da far credere quasi che Meredith sia arrivata in ospedale la sera dopo l’incidente anche se poi è lei stessa a dire che è giovedì. Non c’è coerenza fra le puntate che precedono e posticipano la morte di Derek, non c’è nemmeno quel pathos che dovrebbe emergere così prepotentemente da farci disperare come solo Shonda solitamente sapeva fare e invece no. Manca lo spirito di Grey’s Anatomy. Ciò che emerge è davvero un raffazzonamento all’ultimo momento, la fretta di far fuori qualcuno senza perderci troppo tempo. Peccato che quel qualcuno era il nostro amato Derek Shepherd.

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