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“Da ragazzo ero un poco sfigato. Facevo le scuole superiori all’istituto d’arte. Moda e costume, design. Poi mi trovo per caso a un’audizione per la compagnia di Giorgio Barberio Corsetti. Mi hanno preso: neanche una lira ma vitto e alloggio pagati. Goduria!”. Così comincia la grande scalata di Filippo Timi, attore, regista, scrittore e doppiatore che non dimentica mai di essere un ‘uomo’. Un uomo tra gli uomini, esattamente uguale agli altri e quando fama e successo prendono il sopravvento sulla sua coscienza gonfiandola oltre limite, c’è un episodio semplice e disarmante che gli torna in mente e lo riporta coi piedi a terra.

“Se fai l’attore non puoi non avere un ego sfrenato. Vedi sullo schermone del cinema la tua faccia in primo piano, senti la tua voce che riempie la sala del teatro. Quando esagero penso: chi credi di essere? Tu fai la cacca come tutti gli esseri umani.”

Un po’ ‘sfigato’ proprio come Filo, il protagonista del suo romanzo Tuttalpiù muoio, un attore teatrale squattrinato, balbuziente, quasi cieco e omosessuale che fa uso di ecstasy, chiaramente ispirato alla sua esperienza di vita. Ma si affretta a spiegare: “C’era qualcosa di bugiardo. E sa perché? Perché io l’ecstasy non l’ho mai presa. E sa perché? Perché ero troppo povero per comprarla. Ma anche oggi che sono benestante, le droghe non mi appartengono. Sa come me li godo i miei soldi? Che ho rifatto i termosifoni e le finestre nella casa dei miei genitori. Vado al supermercato e mi compro la pasta: prendo il primo pacco che trovo costi quel che costi. Prima andavo a comprare la pasta con una lente d’ingrandimento, come quella di Sherlock Holmes, lo sa che io quasi non vedo? E grazie alla lente scoprivo quella pasta che costava meno.”

Un attore mezzo cieco? “Vedo non con gli occhi, ma con il cervello. Immagino e costruisco. Magari vedo nella mia testa quello che vedete voi con i vostri occhi.” Sagace, ironico e profondamente umile, Timi conserva la freschezza e la spontaneità di un bambino sveglio e beffardo che si burla della pedanteria dei grandi, affrontando la vita con leggerezza e adottando come filosofia il titolo del suo libro…Tuttalpiù muoio!

“Già vivere è un casino. Se riesci a vivere con amore è meglio. E se riesci a vivere a piedi scalzi meglio ancora.”

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