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I Talent ormai riempiono i palinsesti televisivi delle reti generaliste e di quelle satellitari con un successo tanto grande quanto destinato, almeno a breve, a non eclissarsi. Migliaia di ragazzi tentano la fortuna provando ad entrare nello spettacolo da una porta talvolta considerata privilegiata, saltando la gavetta e presentandosi ai provini di un programma provando a colpire giudici e pubblico. A volte il colpaccio riesce, molte altre il tentativo è soltanto effimero, in ogni caso se ci si gioca bene le proprie carte, si ha anche se per poco una visibilità inimmaginabile nei locali in cui si è solito esibirsi.

Lunge da una qualsivoglia critica sensata l’aggiungersi a delle accuse facili e fin troppo buoniste, un’occasione è pure sempre un qualcosa di cui approfittare e la bravura, qualora ci fosse, può essere dimostrata sempre quando i riflettori, finito il programma, si spengono, e si è catapultati in una realtà in cui di certo non si fanno sconti. Ed è là, nell’arena in cui si sgomita per tentare di diventare qualcuno, che si vede il talento e soprattutto la capacità di far fruttare un’immagine improvvisa e forse troppo grande per chi non è abituato. 10 minuti di fama non fanno di qualcuno un Vip, non rendono artisti completi, non autorizzano qualcuno a comportarsi come una rockstar pluripremiata. L’essersi esibiti in un programma televisivo, l’aver preso qualche complimento e l’essersi visti acclamare dal pubblico in sala, forse è un lascia passare automatico verso lo star system, ma non mette chi ne beneficia allo stesso livello di chi ha già dimostrato il proprio valore.

Aprire una fanpage su Facebook o un account twitter e ricevere tanti like perchè si è stati visti in tv, diventare all’improvviso piccole star del web, essere inondati da complimenti può fare molto bene all’ego di un artista ma non altrettanto al suo realismo. Così capita che dei poveri fan provino a contattare il loro beniamino e si ritrovino ignorati, che dei blogger e dei giornalisti provino ad intervistarli e si sentano rispondere un inspiegabile “no”, o che al massimo ricevano risposte sbrigative e generiche da qualcuno che invece di apprezzare un’opportunità sembra infastidito dal perdere del tempo.

La fama di Wharoliana memoria applicata ai talent crea tanti piccoli “mostri”, ma a lungo andare, se non si vuole cadere nel dimenticatoio, bisogna imparare a convivere col successo e a non montarsi la testa. Perchè in fin dei conti potrebbe sempre capitare che dopo qualche mese il pubblico si dimentichi della partecipazione in un’ormai obsoleta stagione di un talent, e gli stessi si ritrovino a dover “elemosinare” attenzione per restare aggrappati a qualcosa che non gli è mai appartenuto.

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