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Il 26 ottobre l’OMS – l’Organizzazione Mondiale della Sanità, agenzia dell’ONU che si occupa di salute e medicina – ha pubblicato un rapporto in cui sostiene che il consumo di carne rossa lavorata (salumi, würstel, bacon e affini) aumenti il rischio di contrarre tumori.

L’ente ha anche detto di avere sotto mano “prove non definitive” riguardo la cancerogenità della carne rossa. Una presa di posizione dell’OMS sull’argomento era attesa da molto tempo, infatti sono già molti gli studi che hanno portato all’evidenziazione di questi rischi, e l’importanza di questa organizzazione potrebbe portare ad un’effettiva svolta nei consumi di carne, forse anche fra i più scettici.

Certo è che sono state molte le parole spese sull’argomento, fra queste spiccano quelle del professor Thomas Campbell, autore di “The China Study“, una “Bibbia” amata da vegetariani e vegani di tutto il mondo.

Carne rossa e cancro: ecco 'The China Study', la Bibbia dei vegani

Il volume ha venduto milioni di copie, divenendo un vero e proprio bestseller scientifico in cui il professore americano ha riunito studi epidemiologici dagli anni ’70 in poi analizzando il legame tra l’alimentazione e le malattie, in particolare il cancro. Il titolo deriva dall’importante indagine fatta in Cina, che ha coinvolto ben 880 milioni di persone.

Il libro è stato pubblicato negli USA nel 2005 (nel 2011 in Italia) ed ha subito contribuito su larga scala a creare consapevolezza riguardo al legame fra cibo e salute.

Inoltre Campbell non si è solo avvalso della pubblicazione del suo libro per diffondere queste informazioni: organizza tour in giro per il mondo (il 14 novembre sarà nuovamente in Italia, a Modena) in cui ripete senza sosta che le proteine animali sono causa principale di cancro, diabete, malattie cardiovascolari, patologie ossee, obesità e molte altre malattie degenerative.

Infine, per quanto sia considerato quasi un santone da vegetariani e vegani, è sempre stato molto chiaro circa la distinzione fra medicina e etica: il suo è un lavoro che ha basi scientifiche e non ha nulla a che fare con le convinzioni etiche di chi non mangia carne per scelte che esulano dalle motivazioni salutistiche.

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