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nuova rai

Da anni e anni bersaglio di forti critiche a causa dell’immobilità dei palinsesti e di una certa resistenza dei suoi protagonisti a lasciare il posto a nuove voci, la Rai va incontro a grossi cambiamenti promessi dal governo che promettono di riscrivere la struttura della rete nazionale.

Tra i nomi emersi c’è quindi quello di Claudia Mazzola, cronista della redazione politica di TG1, Paolo Favale responsabile della struttura Societario e Legislativa di Rai, licenziato nel 2014 con l’accusa di aver diffuso informazioni riservate.

Troviamo poi Paolo Cellini, Docente di Economia Digitale alla Luiss, Beatrice Coletti, ex capo delle produzioni del Gruppo Fox e di Freemantle Media Italia. Entrano poi specialisti del settore come il documentarista Enrico Ventrice.

Il Movimento 5 Stelle chiederà il parere dei suoi sostenitori attraverso la piattaforma web dove sarà possibile esprimere le proprie preferenze per il consiglio di amministrazione e coloro che daranno vita a una nuova Rai.

L’idea proposta dal Governo è quella di svecchiare totalmente la struttura della televisione nazionale, bloccata su alcuni nomi noti forse da troppo tempo. Nell’era della tv digitale e delle novità tecnologiche oltre che dei format televisivi proposti dalla rete, una televisione incancrenita sui reality e su un tentativo di emulare le grosse tv private certamente non ha grosso futuro.

La speranza, da telespettatori, è quella di vedere una Rai al passo con i tempi, capace di proporre contenuti di qualità e ad alto livello culturale che vadano in totale controtendenza con la spazzatura che spesso viene propinata ai telespettatori, loro malgrado.

Ecco quindi che qualcuno vocifera di un nuovo approccio, un occhio più attento al cinema di qualità e alle produzioni italiane che siano in grado di uscire fuori dalla semplice (anche se da non disprezzare) serie drammatica all’italiana. Rimane tutto da vedere come verrà gestita l’azienda dopo le nuove nomine, e se questo salto di qualità, che a questo punto vale la sopravvivenza della televisione Rai come la conosciamo, ci sarà o meno.

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