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Partendo dal presupposto che “Batman V Superman: Dawn of Justice” probabilmente non è il miglior cinefumetto della storia, ma comunque rappresenta un’onesta trasposizione dei due grandi eroi della Dc Comics, senza dubbio il punto di forza del film sta nel finale, dopo una prima parte abbastanza lenta e nella quale i due protagonisti non si incontrano quasi mai.

L’epico e terribile scontro con Doomsday, creatura nata dalla mente perfida e psicopatica di Lex Luthor, è infatti la parte più emozionante e ben riuscita dell’intera pellicola e porta ad uno scenario in parte inaspettato. Superman infatti durante la battaglia nel tentativo di trafiggere con una lancia fatta di kriptonite il temibile avversario, perde la vita. Il film si conclude con il funerale di Clark Kent, la tristezza di una Lois Lane rimasta sola, ed un Batman consapevole di dover fare qualcosa per colmare il vuoto lasciato dal supereroe.

Ma Superman è davvero morto? Può un personaggio grandioso come il figlio di Kripton soccombere e abbandonare la saga Dc? La risposta probabilmente sta negli ultimi fotogrammi, nella terra attorno alla sua bara che sembra muoversi; Zack Snyder vuole lasciare in dubbio, ed il finale nel suo essere incompleto risulta comunque accattivante.

Per avere una soluzione alle varie ipotesi si dovranno attendere le prossime pellicole della casa fumettistica, ma andando a leggere i vari comics, esiste un albo ideato da Mark Carlin che parla della scomparsa di Superman per mano di Doomsday. Anche al cinema una scena simile era già apparsa, in “Superman Returns” del 2007 dove ad interpretare il protagonista allora c’era Brandon Routh. Chissà se e come gli autori decideranno di distaccarsi dal cartaceo.

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