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Continua il nostro percorso per conoscere meglio i cantanti del talent show più amato e seguito d’italia: X Factor! Qualche giorno fa abbiamo incontrato Federico Pagani che ci ha raccontato un pò di se e del suo meraviglioso futuro discografico mentre oggi tocca ad Alessio Barsaglini, spezzino classe 1983, psicologo con a breve un diploma di specializzazione in psicoterapia, che ha deciso di tentare la sorte e accedere ad uno dei talent show più ambiti.

X Factor 8: intervista ad Alessio Barsaglini

Vi proponiamo la sua intervista che abbiamo fatto per voi!

Ciao Alessio. Grazie per il tuo tempo: prima di iniziare vorrei chiederti, chi è Alessio Barsaglini?

Di formazione sono uno psicologo, quasi psicoterapeuta. Con un dottorato di ricerca in Neuroscienze Cognitive. Per definirmi con una parola, direi che sono un “epistemovoro“, uno che è sempre stato affamato di conoscenza, in tutte le sue forme, specialmente esperienzale. Credo che questo si rifletta anche negli spostamenti: ho vissuto in diverse città d’Italia, Firenze, Parma e adesso Padova, e anche all’estero, 6 mesi in Australia e 1 anno e mezzo a Londra.

Quand’è nata la tua passione per il canto?

Canto dacché ho memoria. Quando ero piccolo, avrò avuto 6 o 7 anni, ricordo che insegnavo a mia nonna le canzoni dei cartoni animati, le numeravo e poi facevamo un gioco in cui a turno dicevamo un numero e l”altro doveva intonare il brano corrispondente. La lista arrivava almeno fino a 50. E poi andavo in chiesa la domenica apposta per cantare.

Che cosa e’ per te la musica?

Per me la musica è molte cose. E’ ciò che mi permette più di ogni altra cosa di dimenticare chi sono e di “diventare suono“, e liberarmi della mia persona che a volte mi pesa. E’ ciò che mi permette una comunicazione e una condivisione intime e viscerali con gli altri, perché arriva rapida e diretta e si fonda su un codice – azzarderei a dire – più naturale che culturale. Qualcosa che è scritto nel DNA. Quando canto mi sento riconciliato con la mia natura più animale e primordiale, sento di non avere bisogno di essere consapevole… come se tendessi a una sorta di trance.

Hai qualcuno a cui ti ispiri?

Non m’ispiro a nessuno in particolare, di solito pesco nel variegato oceano della musica, senza fare discriminazioni, anche se ho una predilezione particolare per il rock e il pop. Giusto per citarne alcuni, ma sicuramente dimenticandone altri altrettanto importanti: Frank Sinatra, Frank Zappa, The Pulp, Bruce Springsteen, David Bowie, Radiohead. E nel panorama italiano soprattutto cantautori: De André, De Gregori, ma anche il rock di Vasco.

Come mai hai scelto di partecipare ad X Factor?

Avevo accantonato per diversi anni la musica, in favore dello studio e della carriera universitaria, se così la possiamo chiamare. Poi quest’ultima mi ha molto deluso, o meglio, sono io che mi sono reso conto di non esservi tagliato e s’è automaticamente riaperto il cassetto con dentro il sogno di fare della musica la mia vita. Allora, ho pensato che uno dei migliori trampolini di lancio fosse partecipare a un talent. Inoltre, ho sempre creduto di avere un talento nel canto, grezzo però, non raffinato con lo studio. Quindi ho pensato che x factor potesse permettermi di crescere anche in questa direzione “tecnica”.

La performance delle audizioni (“Starman” di David Bowie) ha ottenuto non solo il favore del pubblico ma anche ben quattro “sì” dai giudici che lo stavano esaminando…

Ma alla fine dopo audizioni, room auditions e bootcamp, quale definiresti la tua esibizione migliore e quale invece la peggiore?

L’esibizione migliore probabilmente Starman di Bowie all’audizione di Roma. Anche se nel montaggio non s’è visto un granché, ho ottenuto la standing ovation dal pubblico e i giudici mi hanno fatto dei commenti straordinari. Un’emozione bellissima.
La performance peggiore è stata indubbiamente Creep dei Radiohead ai Bootcamp. Mi esibivo per ultimo e avevo anche un abbassamento di voce. Non che voglia giustificarmi, forse era soprattutto la pressione che tutte le sedie erano occupate e Mika aveva già operato diversi cambi. I 6 seduti erano già il top. Io dovevo superare il top…. Forse più che l’abbassamento di voce è stata questa pressione a distrarmi.

Ed infatti hai superato il top anche con alcuni problemi di voce… Cos’hai provato quando Mika ha scelto di prendere te al posto di Marco?

E’ un meccanismo infernale che genera un sacco di ansia! Nessuno di quelli seduti è mai sicuro finché l’ultimo concorrente non è salito sul palco, ha cantato, ed il giudice ha sancito il suo verdetto. Quindi, da un certo punto di vista io mi sono scampato quest’ansia perché mi sono esibito per ultimo. Quando Mika ha nominato Marco s’è spenta immediatamente la felicità di essere stato preso. Era stato il mio compagno di stanza per la durata dei bootcamp e, quindi, la persona fra tutte con la quale avevo legato di più….

Nel caso in cui, facendo gli scongiuri, non dovessi rientrare nella rosa dei 3 finalisti, che progetti hai per il futuro?

Beh, se non dovessi arrivare ai Live sarei molto dispiaciuto, ma la vita va avanti. Da un lato tornerei a darmi da fare su quello per cui ho studiato una vita, e cioè la psicologia. Dall’altro, ho capito che la musica è comunque sia una parte troppo importante della mia vita, quindi non la ri-accantonerò più. Già prima di iniziare X Factor avevo infatti intrapreso un progetto con un mio amico bassista. Insieme siamo il DUO C. Abbiamo fatto già diverse serate nei locali e abbiamo registrato diversi pezzi nostri, e alcuni dei quali hanno già un videoclip amatoriale su youtube. Ah e poi non eslcudo nemmeno che potrei ripresentarmi ai casting l’anno prossimo.

Noi tutti speriamo tanto che tu esca “vincitore” agli Home Visit! Cosa ti aspetti da Mika come coach?

Se dovessi entrare, mi aspetto che Mika mi aiuti a sviluppare il mio potenziale. Un’artista internazionale del suo calibro potrebbe insegnarmi un’infinità di cose e dirigermi e direzionarmi in un modo saggio. Spero davvero che ciò possa accadere!

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