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Il regista e attore Gabriele Pignotta e il cast composto da Fabio Avaro, Vanessa Incontrada, Catherine Spaak e Paola Tiziana Cruciani hanno incontrato i giornalisti nella conferenza stampa presso il cinema Adriano. Presente in sala anche il produttore Marco Belardi, unica assente Chiara Francini. Il film uscirà in sala il prossimo 17 aprile in 150 copie distribuite da Theodora Film.

Ti sposo ma non troppo, la conferenza stampa

Gabriele Pignotta è parso molto emozionato per questa sua opera prima nel cinema e ha tenuto a sottolineare il messaggio di speranza: “La commedia è nata perché i miei primi due lavori non parlassero d’amore. Credevo che fosse una trappola da evitare, ma gli spettatori mi hanno chiesto perché non parlavo mai d’amore e io ne sono sempre stato affascinato. Rivedo sempre Notting Hill e ho deciso di scrivere Ti sposo ma non troppo. Rappresenta il mio stato d’animo visto che ero uscito da una storia importante e volevo raccontare un nuovo inizio. Mi fa piacere che questo film possa essere l’esempio che una cosa bella e fatta col cuore possa riuscire”.

Il protagonista si sofferma poi sulle differenze tra il cinema e il teatro: “Non vivo le differenze tra il cinema e il teatro, sarà perché ho sempre sognato di fare un film. Abbiamo scelto una storia che divertisse in modo pulito tutta la famiglia. L’amore cambia le nostre vite e non si può nascondere. E’ impossibile lasciare il teatro che è una gamba, il teatro garantisce il contatto diretto col pubblico e trasmette un’energia che al cinema è impossibile”.

Il protagonista ha anche rilasciato qualche battuta sulla sua passata collaborazione con Carlo Verdone per la stesura della sceneggiatura del film Sotto una buona stella: “Quando si scrive per un personaggio come Carlo bisogna seguire il suo Mud. Lui sta vivendo quell’impaccio, non riesce a dare ai figli la speranza che fuori dai nostri confini esiste una possibilità in più. Lui ha un figlio Luca che all’estero sta ritrovando un riscontro molto forte, Carlo ha semplicemente raccontato un fatto che gli è accaduto in prima persona. Io quando racconto in prima persona sono per il Daje, non ci piace vincere facile”.

Protagonista della conferenza è stato un altro attore del film e amico fraterno di Pignotta, Fabio Avaro: “La nostra è un’amicizia fraterna. Gli amici che diventano fratelli te li scegli e te li tieni. Io e Gabriele ci siamo conosciuti a 14 anni e andavamo a Liceo insieme. Lui si scrisse al corso di recitazione un anno prima di me. Le nostre strade all’inizio si divisero, lui andò in tv e io a teatro. Due grandi amici come noi hanno sempre voluto lavorare insieme e Gabri alla fine chiuse la sua prima commedia e il destino che ci ha voluto un sacco bene ci regalò la famosa sciagura italiana del 2003 col black out nazionale. Quando alle 12:30 tornò la luce Gabri mi chiamo e partì la nostra prima commedia, La notte bianca che parlava proprio di due ragazzi chiusi in ascensore”.

Ti sposo ma non troppo, la conferenza stampa

La protagonista femminile del film Vanessa Incontrada si è soffermata sul suo ruolo e quello che ha significato per lei: “La sceneggiatura mi è piaciuta molto, è stato sicuramente un insieme di cose. Il ritmo era un po’ americano e c’era un amore mai sopra le righe. Mi immedesimavo in quello che leggevo. Quando ho incontrato Gabriele e Marco è nato subito un grande feeling, ho sentito grande familiarità. Avevamo voglia di fare questo progetto, credo nelle opere prime perché sono il futuro”.

Anche il produttore Marco Belardi ha parlato di questa divertente opera prima: “Tre anni fa sono andato a teatro a vedere Gabriele e mi è subito piaciuto perché il pubblico rispondeva in modo positivo. Siamo riusciti finalmente a fare qualcosa insieme”.

Ti sposo ma non troppo, la conferenza stampa

Alcune battute anche per le “mamme” di questa pellicola, Catherine Spaak e Paola Tiziana Cruciani. La Spaak ha voluto raccontare le emozioni del primo incontro con Gabriele e della sua voglia di collaborare con lui: “Quando ho incontrato Gabriele anche io ho subito il suo fascino, anche la piacevolezza del testo ha fatto scattare un’empatia umana. Abbiamo voluto partecipare in maniera minima a questa prima opera. Le persone della mia generazione hanno avuto la fortuna di fare un certo tipo di cinema e possono collaborare con i giovani, questo rappresenta un passarsi il testimone. Viva i vecchi che credono nei giovani. Questa mamma mi è piaciuta perché non era molto italiana, noi al nord siamo dell’idea che i figli devono volare via ed essere felici”.

Completamente diversa la mamma interpretata da Paola Tiziana Cruciani: “Io sono la tipica mamma italiana core de mamma, anche se cerco di ispirarmi alle mamme nordiche. Nei ruoli rappresento spesso la tipica madre che non vede l’ora che la figlia si sposi e di organizzare tutto. Gli eventi alla fine la portano a supportare il matrimonio mancato e anche li col papà ci comportiamo da genitori italiani. E’ stato molto divertente, conosco Gabriele e Fabio fin dagli spettacoli teatrali e ho grande ammirazione. Partecipo sempre volentieri alle opere prime”.

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