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E’ uno dei personaggi più controversi degli ultimi anni e la sua storia ha conquistato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo e fatto tremare l’America: la storia di Edward Snowden, la fonte dell’ Nsagate presto diventerà un film. A portarla sul grande schermo sarà un maestro del cinema americano di denuncia, Oliver Stone, basandosi sul libro “The Snowden Files: The Inside Story of the World’s Most We anted Man”, scritto da Luke Harding, il giornalista di “The Guardian” che per primo pubblicò le informazioni della talpa.

Stone, vincitore di due premi Oscar alla regia per “Platoon” e “Nato il 4 di luglio”, ha dichiarato che “questa è una delle più grandi storie del nostro tempo. Una vera sfida”.
E sarà proprio una sfida perchè oltre ad affrontare un tema più che controverso dovrà fronteggiare la concorrenza di Sony Pictures che ha già acquistato i diritti del lavoro di Glenn Greenwald “No Place to Hide: Edward Snowden, the NSA and the U.S. Surveillance State”.

L’impostazione e il messaggio del film appaiono chiare a partire dalle prese di posizione del regista in favore di Snowden: “Per me, Snowden è un eroe perché ha rivelato segreti che dovevamo conoscere, che gli Stati Uniti hanno ripetutamente violato il Quarto emendamento”. Posizione non condivisa però da molti americani: secondo un sondaggio di Nbc/Wall Street Journal il 38% dei cittadini Usa ritiene che con le sue rivelazioni abbia danneggiato gli Stati Uniti e solo un 23 % lo appoggia.

Che si veda in lui un criminale o un eroe la figura di Snowden ha messo al centro del dibattito mondiale i pericoli reali dei programmi di sorveglianza di massa e la minaccia alla privacy individuale, rivelando aspetti oscuri di un mondo che forse, non è libero come vorrebbe credere di essere.

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