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taser polizia italia

Il taser arriva anche in Italia, l’arma non letale (nonostante tragici casi di collasso cardiaco avvenuti nel mondo in cifre piuttosto elevate) sarà messa a disposizione delle forze di polizia di Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi. “E’ un’arma di dissuasione non letale – ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini – ed il suo utilizzo è un importante deterrente”.

Si tratta di una prima sperimentazione, l’arma permetterà di fatto di evitare la colluttazione fisica andando a neutralizzare gli individui violenti e permettendo agli agenti di bloccarli senza entrare in contatto diretto e, nel peggiore dei casi senza dover utilizzare le armi da fuoco.

Il taser è una misura di deterrenza che, secondo il ministro: “può risultare più efficace e soprattutto può ridurre i rischi per l’incolumità personale degli agenti. Credo che la pistola elettrica sia un valido supporto, come dimostra l’esperienza di molti paesi avanzati, tra cui gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Svizzera”.

Quello italiano non è un caso raro, anzi. Il taser è già utilizzato in ben 107 paesi e si attesta tra gli strumenti standard di buona parte delle forze di sicurezza mondiali.

L’idea di fondo è quella di permettere operazioni “pulite” senza danni fisici ai criminali e proteggendo gli agenti che avranno la possibilità di agire in modo più diretto, mantenendo la distanza dagli aggressori.

I dubbi si legano però all’effettiva sicurezza dello strumento. Negli USA infatti si sono verificati numerosi casi di decesso a seguito dell’utilizzo del taser, di cui si è spesso abusato. Basta fare un giro su Youtube per rendersi conto che l’arma non debba essere considerata un sostituto alla mediazione degli agenti e al dialogo con i soggetti in stato di alterazione o in un momento di resistenza all’arresto.

La sperimentazione avrà inizio in questi giorni, gli agenti verranno propriamente formati per utilizzare il nuovo strumento.

 

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