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Snoopy & Friends – Il film dei Peanuts approderà nelle sale italiane il 5 novembre e solo qualche giorno fa è stato presentato in anteprima nazionale al Lucca Comics & Games.

Aspettando di poter sgranocchiare al cinema le simpatiche “noccioline” ideate dal fumettista statunitense Charles Monroe Schulz facciamo insieme un piccolo ripasso sull’argomento.

Il fumetto che racconta le avventure del bracchetto Snoopy e dei suoi piccoli amici debutta il 2 ottobre 1950 su ben sette quotidiani statunitensi (fra i quali il Washington Post e il Chicago Tribune) ed è stato uno dei più famosi e influenti della storia: basti pensare che le sue strisce sono state pubblicate su oltre 2600 giornali e lette da 355 milioni di persone in 75 paesi del mondo (tradotte in 21 lingue diverse).

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Curioso il fatto che nacque con il titolo “Li’l Folks” (personcine), un titolo però troppo simile a quello di altre strisce famose dell’epoca, per questo motivo l’agenzia che ne deteneva i diritti impose all’autore il titolo “Peanuts”, sebbene egli non lo sopportasse perché “totalmente ridicolo, privo di significato e dignità”.

L’opera di Shulz si fa subito notare per la sua velata ma chiara critica sociale: il fumettista americano non denuncia le problematiche legate a razza, genere e status sociale in maniera esplicita ma fa sì che siano le sue “personcine”, attraverso la loro personalità ben delineata e la loro forte carica ironica, a snocciolare temi importanti, mantenendo sempre un forte afflato di leggerezza e poesia.

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Schulz ha disegnato le sue noccioline per 50 anni senza mai ricorrere ad assistenti, nemmeno per i testi e la colorazione, neanche quando negli anni ’80 il suo tratto ha cominciato a tremare a causa della malattia. L’artista ha continuato a dar vita ai suoi disegni e il tremolio delle linee è diventato tratto caratterizzante delle strisce, tanto che chi copia i suoi lavori ne copia anche il tratto incerto.

L’ultima striscia è stata disegnata il 3 gennaio 2000 e pubblicata il giorno dopo la morte del disegnatore, avvenuta il 12 febbraio dello stesso anno. Con lui muoiono anche le sue personcine: infatti Schulz nel suo testamento ha proibito la continuazione della serie dopo la sua morte.

Oggi che si avvicina l’uscita del film di Steve Martino si affacciano insieme un timore e una speranza: il timore che il desiderio di conquistare un vasto pubblico abbia portato ad un’eccessiva “bambinizzazione” del cartoon attraverso l’eliminazione delle riflessioni adulte che hanno sempre caratterizzato Charlie Brown e i suoi amici, ma che non sono adatte alla ricezione dei più piccoli; la speranza che al di là di una maggiore o minore aderenza all’originale, ne venga almeno mantenuta la freschezza e la poesia, quella poesia che è un insieme di tenerezza, pietà, cattiveria e simpatia, una poesia che non è “nocciolina”, cosa da poco, ma sintomo di grande sensibilità.
Perché la magia è sì nelle cose grandi, ma soprattutto in quelle piccole.

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