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La strana partecipazione di Saviano ad “Amici” era stata accolta con scetticismo da molti, ma lo scrittore di “Gomorra” aveva rimandato al mittente le accuse definite “snob”.

Impegnato sempre nel sociale ha letto un discorso che ha colpito il pubblico presente nelle registrazioni.

Questo il testo:

“Siete in un’età in cui scrivete il futuro, siete in un momento cruciale e la mia generazione come anche la vostra spesso si trova di fronte la possibilità unica di realizzarsi andando via. La maggior parte dei miei amici sono andati via, io sono nato a Napoli e sono andato via e mi torna alla mente un racconto che ha fatto uno scrittore marocchino si chiama Thar Ben Jelloun dove c’è un dialogo tra una bambina, una ragazzina, Malika 14 anni e il protagonista di questo libro chiede: cosa vuoi fare da grande? E la ragazzina risponde partire. Ma partire non è un mestiere! No partire, poi si trova un mestiere. Quante volte avete fatto questo pensiero o lo farete, innanzitutto partire poi si vede. E questa è una risposta a qualcosa che non funziona. Siamo abituati in qualche modo a vedere, ad esempio nei tg, nelle news, ormai con una certa indifferenza tutti coloro che partono dalla loro terra, i barconi, sentiamo il numero dei morti spesso elevatissimo e passa così, come un elemento ordinario che ci sta, sta nelle cose”.

L’unica possibilità di reagire al disfattismo e al disimpegno sociale per Saviano arriva dunque dall’educazione. Un messaggio forse anche a chi riteneva “inutile” la sua partecipazione.

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