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Tra meno di un mese comincerà la 65esima edizione del Festival di Sanremo, condotta quest’anno da Carlo Conti e da due inedite “vallette”: Arisa e Emma. In vista della nuova gara canora che vedrà sul palco dell’Ariston 20 Big della musica italiana, Blog Di Cultura inizia da oggi a fare degli “identikit” di questi artisti per raccontarvi chi sono, da dove vengono, che tipo di percorso musicale hanno affrontato nella loro carriera. Oggi vi raccontiamo chi è Raf.

Chi è Raf

Raf, all’anagrafe conosciuto come Raffaele Riefoli, classe 1959, è originario di Margherita di Savoia in Puglia; dopo aver trascorso l’adolescenza tra Firenze a studiare architettura e Londra dove ha lavorato come cameriere e dove ha racconto un grande bagaglio musicale inedito in Italia, nel 1983 incide il suo primo disco, in inglese: Self Control. Nel 1987, partecipa alla composizione del testo di “Si può dare di più” che si aggiudica il Festival di Sanremo. Lo stesso anno, arriva terzo all’Eurovision Song Contest in coppia con Umberto Tozzi con “Gente di mare”, che rappresenta il suo debutto in lingua italiana.

Sono numerose le sue partecipazioni al Festivalbar del quale si aggiudica la vittoria con “Ti pretendo”, ma anche con “Battito Animale” nel 1993. Sicuramente tra i suoi brani più celebri che hanno fatto la storia della musica italiana ricordiamo “Infinito” (2001), “In tutti i miei giorni” (2004), “Dimentica” (2006), “Non è mai un errore” (2008) e infine “Le ragioni del cuore” (2012).

Le partecipazioni al Festival di Sanremo

Quest’anno, a Sanremo 2015, Raf porterà sul palco dell’Ariston il brano dal titolo “Come una favola”, che apparterrà al nuovo album annunciato su Facebook per gennaio 2015 insieme ad una serie di date dal vivo. Il nuovo disco arriva a tre anni dall’ultimo, Numeri. Inoltre per la serata “cover” del giovedì Raf farà un arrangiamento inedito di “Rose rosse”, brano di Massimo Ranieri inciso nel 1968.

Quella del 2015 non è però certamente la prima volta che Raf calca il palco di Sanremo; la prima fu infatti nel 1988 con “Inevitabile Follia” (undicesimo classificato), nel 1989 con “Cosa resterà degli anni 80” (quindicesimo classificato) e nel 1991 quando presenta “Oggi un Dio non ho”.

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