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É passata come un lampo, portandosi dietro tutte le emozioni vissute in un mese, la XX edizione dei Mondiali di Calcio. Il gol di Mario Götze, che ha chiuso in faccia agli argentini le porte del sogno di vittoria in terra straniera, è la conclusione di un torneo spettacolare (eguagliato il record di reti di Francia ’98) e controverso, con polemiche per tutti i gusti ad accompagnare la competizione iridata in terra verde-oro.

Prima di proiettarci al futuro – che si chiama Russia 2018 – riviviamo Brasile 2014 coi dieci scatti più rappresentativi del Mondiale dei Mondiali.

Il volo di RVP

Un altro mondiale dominato dagli spagnoli? Era questo che lasciava presagire il primo tempo di Olanda-Spagna. Almeno fino a quando Robin van Persie non regalava al mondo un capolavoro in movimento, un volo che consegnava all’Olanda il momentaneo pari e che spianava la strada agli Oranje per la storica goleada (5-1) ai danni dei campioni del mondo in carica.

Le lacrime di Serey Die

Esempio del potere (perverso) dei social: le lacrime dell’ivoriano Serey Die durante l’inno nazionale del suo paese creano un caso. Su Twitter e Facebook si sparge la voce della morte, poche ore prima del match Costa D’Avorio-Colombia, del giocatore del Basilea, comunque presente tra i 22 in campo. Dopo la partita è lo stesso Serey Die a spiegare come in realtà la scomparsa del padre fosse avvenuta dieci anni prima e di come le lacrime fossero comunque dettate dalla commozione del ricordo.

Il disoccupato para-tutto

É stato forse lo 0-0 più divertente di Brasile 2014, ma se il match fra Brasile e Messico è terminato a reti bianche, lo si deve soprattutto alla prestazione mostruosa di Guillermo Ochoa, el Memo. L’estremo difensore centrocamericano, reduce da una retrocessione in Ligue 1 con l’Ajaccio, arrivava al Mondiale da svincolato. In queste ora starà ancora sfogliando la margherita sulle proposte che gli sono arrivate dopo il suo straordinario torneo.

Mondragon, 5 minuti per il record

Bastano 5 minuti al colombiano Faryd Mondragon per battere un record: quello di calciatore più anziano nella storia delle fasi finali dei Mondiali di calcio. Subentrato all’85’ al portiere titolare Ospina, durante Giappone-Colombia, Mondragon batte, all’età di 43 anni e 3 giorni, il record precedentemente appartenuto al camerunese Roger Milla.

La danza dei cafeteros

Per lunghi tratti ha giocato il calcio più bello del mondiale, basato su un 4-4-2 tutto velocità, verticalizzazioni e fantasia. I cafeteros hanno conquistato la simpatia del pubblico, oltre che per il bel gioco, anche grazie alla danza di gruppo messa in mostra dopo ogni segnatura.

Lo squalo in maglia celeste

Ne sono accadute di cose strane negli ultimi Mondiali di calcio. Tra queste, impossibile non menzionare il morso di Luis Suarez al nostro Giorgio Chiellini, che in poche ore, a forza di comicità a base di photoshop, ha fatto il giro del globo.

Il Paese più felice del mondo

É uno degli stati più piccoli del continente americano (4 milioni di abitanti) e secondo la graduatoria Happiness in Nations 2000-2009 , è il paese più felice del mondo. La rivelazione di Brasile 2014 è senz’altro la Costa Rica, che nel girone di ferro con Italia, Inghilterra e Uruguay, ha fatto la parte del leone, arrivando poi, con pieno merito, tra le prime otto squadre del pianeta.

O Ney, la grande paura

79′ di gioco di Brasile-Colombia, quarti di finale: Neymar termina a terra dopo aver ricevuto una ginocchiata sulla schiena da parte del colombiano Zuniga. In molti, maliziosamente, credono sia una farsa – anche dopo la sua uscita dal campo in barella – conoscendo la fama da simulatore della punta verde-oro. Il giorno dopo il referto lascia di stucco: frattura di una vertebra e rischio (scongiurato) di passare la vita in sedia a rotelle. Dopo due giorni Neymar è in piedi ma il suo mondiale finisce anzitempo.

Mineiraço

E senza la sua stella (e senza Thiago Silva) il Brasile crolla, schiacciato dall’immensa pressione, sotto i colpi dei tedeschi, una macchina spietata e implacabile guidata con grazia da Joachim Löw. Il volto da pugile suonato del 21enne Bernard, scelto da Scolari proprio per sostituire Neymar, è lo specchio di una nazione intera.
64 anni dopo il Maracanaço, causato dai diabolici uruguagi, ecco il Mineiraço.

Deutschland Deutschland, Über Alles

Alla fine, non poteva che concludersi così, Il Mondiale dei Mondiali, col trionfo non dell’austerità ma del talento, dell’organizzazione, della lungimiranza. Il cancelliere tedesco Angela Merkel fa festa insieme agli eroi teutonici, che hanno portato la Germania, per la quarta volta nella sua storia, sul tetto del mondo.

[PH. Credits: FIFA.com]

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