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Marco Carta si difende dalle accuse di furto nel corso di Live – Non è la D’Urso.

Eccolo a raccontare la sua versione dei fatti, nel tentativo di spiegare come le cose sono andate.

Carta racconta di non essere colpevole

“Ero con una persona che è stata fermata, un’amica che conosco da tempo – spiega -. Io avevo una busta con delle cose pagate, con regolare scontrino. All’uscita gli addetti alla sicurezza ci hanno fermato e abbiamo dovuto seguirli. Poi ho visto che toglievano delle magliette dalla borsa della mia amica: ero sconcertato, allibito, per me non era possibile. Alla fine ci hanno separato, siamo saliti su due macchine della polizia e ci hanno portato in cella”.

Carta si è dichiarato innocente su Instagram e ha scelto poi la tv per difendersi e spiegare la sua posizione.

Contro di lui c’è però una testimonianza; un addetto alla sicurezza racconta di averlo visto indossare una t-shirt in camerino.

“Ho passato dei momenti brutti, mi ripetevo che ero una brava persona, l’opposto che un ladro, che è la cosa più brutta di questo mondo – Spiega Carta – Sono molto scosso è difficile quando sei in un manicomio dimostrare che non sei pazzo”.

Per il momento Marco Carta è in attesa di processo e potrà difendersi dalle accuse.

Poi spiega di non essere fuggito:

“Non sono scappato, non è stata una fuga come hanno scritto molti. In realtà era un addio al nubilato organizzato da tempo. La data era già fissata”.

Una situazione davvero difficile quella che si trova ad affrontare Carta.

Innocente o meno, il suo nome è segnato e la sua figura è ormai collegata all’arresto e al furto di magliette di cui viene accusato.

Presto Carta potrà difendersi e chiarire la situazione, ed è possibile che risulti effettivamente innocente come ha più volte ribadito.

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