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Basta sentire il termine “lockdown” per rabbrividire e infatti molti a leggerlo o anche solo a pronunciarlo, iniziano con gli scongiuri. Una nuova situazione come quella di marzo-maggio significherebbe distruzione totale dell’economia, ma non solo. Vorrebbe anche dire che i casi avrebbero raggiunto un’emergenza tale da preoccupare ancora di più. L’unico modo per evitare tutto questo è continuare a rispettare le regole. Tra queste, il distanziamento sociale, cercare di indossare sempre la mascherina, lavarsi spesso le mani e fare attenzione. Oltre a questo, purtroppo alcuni Paesi d’Europa già hanno iniziato un secondo lockdown.

 

Lockdown: l’Europa ci sta pensando?

 

Con il termine “lockdown” si intende la chiusura totale che l’Italia ha visto da marzo a maggio, quindi blocco di ogni attività, compreso il traffico e le passeggiate. Purtroppo sta aleggiando, almeno per alcuni Paesi dell’Europa, il pensiero di una seconda situazione del genere. Il problema infatti nasce perché i numeri dei contagi sono altissimi, soprattutto in Francia, Inghilterra e Germania. In particolare, la Gran Bretagna ha già dichiarato di non escludere un nuovo lockdown. In più, già nel nord-est dell’Inghilterra 15 milioni di persone stanno già vivendo l’incubo delle chiusure. Intanto Israele vive già una situazione del genere, da giorni.

 

I rischi

 

Il rischio di un nuovo lockdown in Italia sembra essere escluso, o meglio, il Governo sembrerebbe escludere questa possibilità. Si mira infatti a continuare a mantenere la situazione attuale, rispettando le regole e facendo attenzione. Per ora l’emergenza nelle terapie intensive non è presente, quindi per questo non sembra esserci un nuovo rischio del genere. Tuttavia, ci si augura che la situazione migliori e soprattutto che i contagi non salgano in modo eccessivo. In questo modo il rischio di chiusura sarebbe totalmente escluso e il Paese continuerebbe ad andare avanti. Secondo alcuni studiosi tra l’altro la carica virale del virus sembrerebbe essere minore. Forse per questo, non c’è l’emergenza nelle terapie intensive e nemmeno la calca negli ospedali, per via del Covid. In ogni caso si spera che la situazione si contenga e che il rischio di blocco totale sia lontano.

 

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