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Dal regista di “Nessun altro film”: si apre così in chiave comica il trailer ufficiale diffuso oggi del primo lungometraggio di Marcello Macchia (Maccio Capatonda) “Italiano Medio”, film che sarà al cinema dal 29 gennaio.

La commedia, scritta e recitata da Marcello Macchia, vedrà coprotagonisti i compagni di sempre, già conosciuti nelle puntate della serie diffusa su youtube: Ivo Avido (Enrico Venti), Herbert Ballerina (Luigi Luciano), Rupert Sciamenna (Franco Mari) e altri ancora.

Quella di Maccio è una comicità unica nel suo genere che mescola demenzialità e satira sociale in un mix sorprendente regalandoci un ritratto grottesco e geniale dell’Italiano Medio incarnato da Giulio Verme, protagonista della pellicola.

Giulio è un ambientalista in crisi depressiva, che alla soglia dei quarant’anni è insoddisfatto della propria vita e dei propri rapporti, con i vicini, con la famiglia, con Franca la compagna di una vita. Ha un grande problema “vuole salvare il mondo”, e lotta quotidianamente contro l’indifferenza e superficialità delle persone intorno a lui.
L’ennesimo fallimento è l’adesione all’agguerrita campagna dell’associazione ambientalista “Mobbasta” contro lo smantellamento del parco cittadino.
Persa ogni speranza, il protagonista incontra Alfonzo, odiato compagno di scuola che gli propone però la soluzione a tutti i suoi mali: una pillola miracolosa che permette di vivere usando solamente “il 2% del cervello”.
E’ una nuova vita per Giulio: donne, vizi, passioni e volgarità, come l’Italiano medio, per dirla con le sue parole “I miei pilastri sono Dio, la famiglia e la prostituzione”.
Inizia così una battaglia tra l’uomo impegnato e inconcludente del passato e il nuovo Giulio di successo, vincitore del grande fratello e Vip più famoso d’Italia mentre la sua vita sta cambiando per sempre…

Disimpegno, superficialità -a tratti stupidità- questi gli elementi chiave della caricatura dell’Italiano Medio. La satira di Maccio non risparmia colpi a nessuno: dal Vip senza apparenti (e reali) meriti osannato alla Tv ai pendolari dell’autobus che fotografano la signora svenuta, mentre guarda attenta la realtà, ne coglie l’essenza comica, lascia sorridere e riflettere di quello che (non?) siamo o che almeno, ci auguriamo di non diventare.

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