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Un omaggio senza fine quello riservato al grande David Bowie. L’ultimo in ordine di tempo quello di Sky che questa sera ricorderà il Duca Bianco, scomparso lo scorso 10 gennaio, riproponendo uno dei suoi film più celebri: Labyrinth – Dove tutto è possibile. La pellicola andrà in onda martedì 19 gennaio alle 21.10 su Sky Cinema 1. Un appuntamento imperdibile per tutti i fan della grande rockstar, perché nella carriera cinematografica di David Bowie, Labyrinth resta senza dubbio una delle sue interpretazioni più iconiche.

E pensare che quando esce nelle sale, nell’estate del 1986, la pellicola di Jim Henson, creatore dei Muppets, scritta da Terry Jones dei Monty Piton e prodotta da George Lucas, si rivela un flop clamoroso. Gli incassi coprono a malapena i costi di produzione e le recensioni negative si sprecano. Servirà almeno un decennio per riscattare Labyrinth e farlo diventare il cult che è oggi. Merito soprattutto del carisma intramontabile di David Bowie che farà di Jareth il re dei Goblin un’icona della cultura fantasy. Accanto a lui, una giovanissima Jennifer Connelly, nei panni di Sarah, una ragazza adolescente figlia di genitori separati che cerca di sfuggire ai suoi problemi rifugiandosi nel mondo dei racconti di fantasia. Ed è proprio invocando uno dei suoi amati personaggi, il re dei Goblin, affinché porti via con sé il suo fratellino Toby che inizia l’avventura di Sarah nel regno di Goblin. Quando scopre con orrore che il suo desiderio è stato esaudito, la ragazza verrà catapultata all’interno di un labirinto magico, popolato da gnomi, pupazzi animati e creature stravaganti. Messa alla prova, Sarah dovrà superare innumerevoli pericoli e tranelli per riuscire a raggiungere il centro del labirinto e riportare a casa il fratellino Toby, rapito da Jareth, l’inquietante e affascinante Re dei Goblin, interpretato da David Bowie, anche autore con Trevor Jones delle colonna sonora:: Magic Dance, Chilly Down, As the World Falls Down, Within You, e il singolo realizzato per il film, Underground.

L’interpretazione di Bowie è sopra le righe. Il suo signore degni gnomi è un mix tra l’Heathcliff di “Cime Tempestose” e Rochester di “Jane Eyre” a cui Bowie aggiunge un look stravagante ispirato al Marlon Brando di “Il Selvaggio” e il cavaliere misterioso delle favole dei fratelli Grimm. Il risultato è un personaggio inquietante ma allo stesso tempo accattivante. Così ambiguo da sembrare l’incarnazione del male, quando in realtà non è mai veramente cattivo come appare.

Con tutti i suoi difetti, Labyrinth resta una straordinaria favola di formazione. Il labirinto è sinonimo della vita, che non è certo semplice come quella che avrebbe voluto Sara, ma tortuosa, complicata e piena di responsabilità e scelte da prendere. E non è fuggendo che i problemi si risolvono. È l’immaturità di Sarah a dare potere a Jareth, e i vari personaggi che incontra lungo il cammino, dal cortese Sir Didymus al burbero dal cuore tenero Gogol, non sono altro che aspetti del suo carattere. Salverà Toby quando riuscirà a fuggire dalle sue paure, e sicura della sua forza e delle sue capacità affronta Jareth e lo sconfigge esclamando “Tu non hai nessun potere su di me!”. Sarah ora è cresciuta, ma il magico mondo di Goblin farà parte di lei per sempre.

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