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Youth – La Giovinezza” era sicuramente uno dei film più attesi di questa nuova edizione del Festival di Cannes. Il film è stato accolto con numerosi applausi, ma non sono mancati i sempre malgraditi fischi – accompagnati da qualche “buuu” – subito dopo la proiezione, alla stampa internazionale, dell’ultima fatica di Paolo Sorrentino.

Dopo “Mia Madre” di Moretti e “Il racconto dei racconti” di Garrone, “premiati” rispettivamente con dieci e sette minuti di applausi, “La Giovinezza” del regista premio Oscar per “La grande bellezza” ha deluso le aspettative – molto alte – della stampa internazionale che si è subito divisa. Molti l’hanno giudicato “presuntuoso”, altri l’hanno definito “impeccabile”; quello su cui sembrano essere d’accordo, le diverse “fazioni”, sono le interpretazioni.
Il film, “incentrato sul trascorrere del tempo“, vede come protagonisti Michael Caine e Harvey Keitel – oltre a Rachel Weisz, Paul Dano e Jane Fonda – nei panni di Fred e Mick. I due 80enni trascorrono le loro giornate di vacanza in un Hotel di lusso. Il primo, un direttore d’orchestra in pensione, pensa di ritornare in scena dopo l’invito della Regina Elisabetta ad esibirsi a Buckingham Palace; il secondo, un regista in attività, sta ultimando il suo il suo “film testamento”.

Intervistato in conferenza stampa, Sorrentino spiega così il significato del film: “Il tema del film è come si guarda al futuro. Da adulti, guardando al futuro, si percepisce la giovinezza: volevo raccontare il rapporto con l’essere giovani anche se non lo si è più”. Continua Sorrentino:”Il tempo che passa quello che abbiamo alle spalle e quello che ci resta da vivere è veramente l’unico tema, o almeno quello che interessa a me. il film si intitola giovinezza perché è il futuro che mi interessa, il futuro come uno spazio di libertà, una condizione dell’esistenza che non ha che fare con l’età anagrafica“.

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