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Un periodo di ritorno sotto i riflettori per H.P. Lovecraft, celebre autore americano, tra i più conosciuti quando si parla di mitologie orrorifiche e divinità aliene.

Lovecraft, tornato alla ribalta in modo indiretto dopo il rinnovato interesse verso lo weird e il new weird seguito alla serie True Detective e altre realtà, come lo stesso Stranger things, diventa protagonista di un adattamento cinematografico del suo racconto “Il colore venuto dallo spazio”.

Tematiche che ricorderanno a molti Annientamento d Jeff Vandermeer, ma in una versione più urbana e quotidiana.

La prima foto del film è stata svelata al Toronto International Film Festival.

Il colore venuto dallo spazio (The Colour Out of Space), vede tra i suoi protagonisti Nicolas Cage, accompagnato da Joely Kim Richardson, Tommy Chong, Elliot Knight e Q’orianka Kilcher.

Alla regia troviamo invece Richard Stanley.

Il film racconta la storia di una famiglia che decide di trasferirsi in campagna, lontana dallo stress della vità di città.

Un asteroide si schianterà proprio nei pressi della loro nuova casa.

Ci metteranno poco a rendersi conto come l’asteroide si stia fondendo con il resto del paesaggio e abbia iniziato a mutare le cose che incontra, compresi loro.

Un vero e proprio bioma alieno che si unisce alla terra, fonte di ispirazione, probabilmente per l’area X di Jeff Vandermeer.

Il film sembra molto interessante, soprattutto per il genere che vive in questo periodo un vero e proprio ritorno.

Mentre negli USA l’ondata weird sta già tornando indietro alla natura di cult per appassionati, in Italia, a scoppio incredibilmente ritardato, il pubblico main stream sembra rendersi conto dell’esistenza di Lovecraft solo ora, strappando un autore leggendario dagli ambienti della fantascienza e dell’horror e mettendolo un po’ ovunque, definendo lovecraftiana qualsiasi cosa la critica non sia capace di inquadrare.

Che l’opera di Lovecraft si diffonda è una cosa molto bella, meno bello il modo in cui vengono totalmente ignorate ispirazioni e autori contemporanei del solitario di Providence.

Almeno quelli, resteranno protetti dai cultori del genere.

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