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Premessa numero uno: il Grande Fratello può essere tutto, tranne che un gioco. Uno show, una macchina da soldi (oggi un po’ meno), un circo, un delirio, il trionfo del nulla, ma non un gioco. Non bisogna aver fatto parte della schiera di inquilini della casa più spiata d’Italia – passateci questa espressione, abusata già dal 2000 – per comprendere quanto sia brutale il concetto alla base e quanto sia impegnativo per ogni concorrente mantenere un grado di dignità sopra il livello di guardia per quasi tutta la permanenza nello show. Premessa numero due: chi ha avuto l’idea e la perseveranza di mettere in pratica il Grande Fratello VIP è un genio. Come in una strepitosa serie animata satirica statunitense, Drawn Together, all’interno della casa viene posto un gruppo di cosiddette celebrità con un unico obiettivo: far scoppiare la bomba. Chiaro, davanti alle telecamere non ci sono né Mina né Celentano, ma i misfatti accaduti negli ultimi giorni nella casa – dalle bollenti chiacchierate notturne tra Stefano Bettarini e Clemente Russo alla squalifica di quest’ultimo, reo di aver speso belle parole per Simona Ventura – hanno comunque soddisfatto appieno le esigenze voyeuristiche e sensazionalistiche della platea.

Importa relativamente che un buon numero di spettatori gridi alla messa in scena, anche se di copione già scritto, se entrano in gioco legali e istituzioni (Polizia penitenziaria), è obiettivamente difficile parlare. Ciò che conta è che stiamo assistendo a un nuovo modo di concepire lo showbiz. La lista di tradimenti dell’ex signor Ventura sciorinata alle orecchie compiaciute di Russo ha messo in moto un meccanismo che confonde realtà e finzione. È un po’ come in Westworld, la serie ideata da J.J. Abrams che ha debuttato ieri notte su Sky Atlantic: i personaggi in gioco, progettati per seguire lo script predefinito, si ribellano e minano la quiete del mondo che sta là fuori. Il regolamento del Grande Fratello VIP, che non abbiamo sotto mano, vieterà certamente le parole pronunciate da Russo, così come nelle edizioni classiche vietava la bestemmia: se però il popolo vuole la realtà, e il GF si propone di mostrare quella nuda e cruda persino di chi una volta era il sogno proibito di tutta Italia, non si dovrebbe concedere ai vip la libertà finanche di fare schifo? Perché nella realtà quotidiana, almeno un minuto al giorno, tutti noi, dall’amministratore delegato della nostra azienda alle nostre mamme, facciamo schifo. Per quale motivo un personaggio pubblico dovrebbe essere da meno? Solo così recupererebbe un po’ di ossigeno uno dei prodotti che ha rivoluzionato – nel bene e nel male – il modo di fare televisione.

Tuttavia, sulla querelle Bettarini-Ventura-Russo è piovuta ieri sera, durante la diretta di Canale 5, una cascata di tarallucci e vino. Il pugile campano, probabilmente dietro suggerimento dell’ufficio stampa o semplicemente della famiglia, ha fatto pubblicamente ammenda offrendo persino un inchino alla Ventura, che nei giorni scorsi era partita con le denunce. Alfonso Signorini, dapprima imbufalito, si è poi dimostrato più clemente di Russo concedendogli la grazia del perdono. Fortuna che a salvare il voyeurismo arrivano le donne: la Mosetti e la Casalegno sembrano (rispettivamente) Sgarbi e Travaglio, le loro scaramucce sono perlomeno gustose.

Infine, c’è la giovane guida del programma. La Blasi, quando interagisce coi concorrenti, fa quasi tenerezza, in senso letterale e non dispregiativo: abbastanza popolare ma priva del carisma necessario per essere considerata conduttrice di prestigio, Ilary è l’ideale vittima sacrificale – ma a suon di dindini – per far da punching-ball alle frustrazioni e allo sviluppato ego dei vip in gara. Dopo le prime due barcollanti puntate serali, la signora Totti pare adesso aver preso le misure ai più anziani e nevrotici colleghi, senza più togliere la gamba nei contrasti e rispondendo per le rime a chi la apostrofa con “ehi, biondina” o le risponde stizzita. Magari poi, nel quotidiano, lei e Pamela Prati sono amiche inseparabili.

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