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Giovani o meno giovani, tutti abbiamo avuto l’occasione di ridere davanti allo schermo seguendo le vicende tragicomiche dello sfortunato Ugo Fantozzi.

Il ragioniere più famoso (e sfigato) d’Italia, è un personaggio cinematografico ma anche letterario italiano, ideato alla fine degli anni ’60 e poi interpretato da Paolo Villaggio.

L’emblematica figura che rappresenta alla perfezione “l’italiano medio” esordisce nel 1968 nella trasmissione “Quelli che la domenica” (che ha segnato anche l’esordio di Villaggio), in cui gli sketch erano già caratterizzati da un particolarissimo e divertentissimo modo di espressione del personaggio.

Chi, tra i più giovani e i meno fortunati, non ha invece avuto la possibilità di conoscere le disavventure e le disgrazie dell’impiegato della Megaditta, ha oggi la fortuna di poterle rivivere nuovamente, direttamente in sala.

In occasione del quarantesimo anniversario dall’uscita del primo capitolo di Fantozzi (girato da Luciano Salce), infatti, avremo l’occasione di rivedere i primi due dei nove film che lo vedono protagonista e che costituiscono una delle serie più longeve del cinema italiano: “Fantozzi“, uscito nel 1975, tratto dai primi due libri sul personaggio e “Il secondo tragico Fantozzi“.

I primi due capitoli della saga li ritroveremo restaurati in 2K, rispettivamente il 26, 27 e 28 ottobre e il 2, 3 e 4 novembre. All’epoca, i film incassarono oltre 6 miliardi di lire, ad oggi la loro rimessa in scena riempie ancora più di gioia Paolo Villaggio, che dichiara in un’intervista all’ANSA «[..]sento di entrare tra i grandi. Mi spiego: Fellini, Monicelli, Moravia non avevano paura di morire, sapevano che comunque sarebbero sopravvissuti attraverso i loro film. A questo punto mi rassereno, forse non devo più temere la morte».

Lunga vita a Villaggio. Lunga vita a Fantozzi.

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