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Sono dieci le pellicole che animeranno le sale cinematografiche questo weekend, di cui cinque italiane. Tra i più attesi però c’è un titolo statunitense che riporta al cinema il primo Vendicatore della storia della Marvel. Con una settimana d’anticipo rispetto alla release americana arriva Captain America – The Winter Soldier, il secondo capitolo del cinecomic dedicato a uno tra i superereoi più amati. Dopo gli eventi raccontati in ‘The Avengers’, Steve Rogers, alias Capitan America (Chris Evans), vive la sua vita in tranquillità a Washington. Ma la tregua durerà poco. Quando un collega dello S.H.I.E.L.D è messo in pericolo da un nuovo villain, a Rogers non resta che reindossare i panni del supereroe. Alleatosi con Vedova Nera (Scarlett Johansson) e Falcon (Antony Mackie), il nostro eroe dovrà affrontare una pericolosissima organizzazione di terroristi guidata dal perfido Soldato d’Inverno. Nel cast troviamo anche Robert Redford e Samuel L. Jackson.

Brian Percival (Downton Abbey) dirige Storia di una ladra di libri, commovente film di formazione ambientato nella Germania di Hitler, tratto dal best seller di Markus Zusak. Abbandonata dalla madre, costretta a fuggire per il suo credo politico, Liesel Meminger (Sophie Nélisse) viene adottata dalla famiglia Hubermann. Oltre a sfamarla e a consolare il dolore per la morte del fratellino, Rosa e Hans (Geoffrey Rush), le insegneranno a leggere, accendendo in lei la passione per la lettura. Una passione che contribuirà ad alimentare anche l’incontro con Max (Ben Schnetzer), un ebreo che gli Hubermann nascondono in cantina.

La leggenda della moda Yves Saint Laurent rivive nell’omonimo film diretto da Jalil Lespert. Un biopic che ripercorre l’esistenza del celebre stilista, dal suo approdo alla maison Dior negli anni ’50 fino alla fondazione, assieme al suo compagno di vita e di lavoro Pierre Bergé, di quel brand personale che ancora oggi è sinonimo di stile e di un’eleganza unica. La trama mescola vita pubblica e privata di questo genio insuperabile della moda, narrandone la grandezza ma anche le fragilità e le sue malattie. Ma soprattutto c’è il racconto di una grande storia d’amore tra Yves (Pierre Niney) e Bergè (Guillaume Gallienne), un uomo sempre rimasto nell’ombra, il cui sostegno e passione sono stati determinanti nel far emergere la creatività dello stilista.

Lasciatosi alle spalle la carriera politica Walter Veltroni firma il suo esordio nel mondo del cinema con Quando c’era Berlinguer, un documentario pensato per spiegare, soprattutto alle nuove generazioni che non l’hanno conosciuto, l’importanza del leader carismatico del partito comunista italiano, a trent’anni dalla sua morte l’11 giugno 1984. Attraverso immagini di repertorio e interviste viene ricostruita la figura di Enrico Berlinguer, il percorso che l’ha reso un modello di rettitudine politica, stimato anche dalle fazioni politiche avverse.

Presentato al Festival di Berlino nella sezione Panorama, arriva in sala In grazia di Dio di Eodardo Winspeare che ritorna a raccontare il Salento con una storia che guarda alla crisi economica come un occasione di rinascita e di riscatto. Dopo il fallimento della loro azienda, messa in ginocchio dalla crisi, una famiglia di quattro donne è costretta a trasferirsi in campagna per lavorare la terra e vivere con il solo baratto. Una scelta di vita obbligata che le porterà a riconsiderare il loro modo di vedere la vita e i legami affettivi.

In una città fotografata in modo insolito e surreale si muovono i personaggi di La luna su Torino, ultimo lavoro di Davide Ferrario con Walter Leonardi, Manuela Parodi e Eugenio Franceschini. Ugo, un ricco quarantenne nullafacente, Maria, un’impiegata in un’agenzia di viaggi aspirante attrice, e Dario, studente universitario che si mantiene lavorando in un bioparco, si ritrovano a condividere la stessa casa. Tutti cercano la propria dimensione, la ricetta giusta per la felicità. Tra Problemi esistenziali e di cuore la troveranno ma in un modo alquanto imprevedibile.

L’altro documentario in uscita questa settimana è Fuoristrada di Elisa Amoruso che ripercorre la vicenda di Pino, un meccanico romano campione di Rally che assecondando una irresistibile e improvvisa vocazione femminile, decide di diventare donna e di chiamarsi Beatrice. Nel suo percorso da transgender si innamora di una badante rumena, Marianna, e decide di sposarla. La storia di un amore non convenzionale che ogni giorno lotta con i pregiudizi e luoghi comuni della società.

Ultimo titolo italiano del weekend è Cuccioli: il paese del vento, secondo capitolo delle avventure animante del gruppo di animaletti (un pulcino, un gatto, un coniglio, un cane, una papera e una) realizzati di Sergio Manfio. La storia, adatta soprattutto al pubblico più giovane è un concentrato di buoni sentimenti e valori, con un risvolto pedagogico finalizzato a sensibilizzare verso l’importanza delle energie rinnovabili. A Soffio, il paese del vento, dove tutto funziona grazie all’energia eolica, la cattivissima Maga Cornacchia vuole impadronirsi della Girandolona. Toccherà ai cuccioli difendere il paese.

Un set nella foresta amazzonica e oltre un anno e mezzo di riprese per realizzare il docufilm Amazzonia 3D, in sala dal 23 marzo in occasione della Giornata Mondiale della Foresta indetta dall’ONU. Effetti speciali e computer grafica fanno solo da supporto ad un copione scritto dal imprevedibile comportamento degli animali ripresi. Protagonista di questo straordinario e incredibile viaggio per immagini nella natura più selvaggia è la scimmietta cappuccino Sai che nata e allevata in cattività è improvvisamente catapultata nel bel mezzo della giungla. Da sola e impreparata ad affrontare le insidie e le difficoltà di un mondo a lei sconosciuto, la scimmietta dovrà fare i conti con la sua ritrovata libertà cercando di trovare il modo di sopravvivere a un habitat inospitale popolato da belve selvagge.

Peter Zelenka si confronta con il capolavoro di Fëdor Dostoevskji, I fratelli Karamazov, realizzando un lavoro sperimentale che per certi versi ricorda quello dei fratelli Taviani con Cesare deve morire. Un gruppo di attori polacchi arriva in una fabbrica dismessa di Cracrovia per le prove di uno spettacolo che andrà in scena il giorno dopo. Tra le quattro mura di questa gigantesca acciaieria, simbolo dell’industrializzazione sovietica, si aggirano ancora pochi operai, tra cui un uomo il cui figlio piccolo è in ospedale in fin di vita. Mentre le prove procedono al crescendo emotivo dei personaggi in scena si affianca il dipanarsi delle dinamiche all’interno della stessa troupe e la finzione finisce col sovrapporsi drammaticamente alla realtà.

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