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Virna Lisi era una Signora, come ne sono rimaste poche nello spettacolo.

Sprigionava classe anche con la minima movenza e ogni personaggio da lei interpretato era intenso come poche delle donne che recitano nell’odierno panorama televisivo italiano riescono a rendere.
Mai un gossip. Mai una maldicenza. Mai uno scandalo. Serietà, professionalità, riservatezza, e una vita contraddistinta da riconoscimenti ottenuti per merito e non per spinte.

Non la conoscevo, non ho mai avuto il piacere di poterla intervistare (magari avessi potuto farlo) ma la sua scomparsa mi sta dispiacendo come se fosse stata una persona vicina. Non so perché.
Forse perché è stata talmente grande nella sua capacità di rendere vero ogni personaggio da lei interpretato da sembrare “una di noi”. Quasi intimorisce scrivere di lei, come se qualsiasi frase o pensiero sarebbe ugualmente non abbastanza per raccontarla.

Passare in rassegna i suoi successi sarebbe difficile, non basterebbe un giorno dedicato a rispolverare le sue migliori interpretazioni. Chiedere un pensiero, un ricordo, un saluto a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di recitare insieme a lei: questo sarebbe bello. Sì, perché ciò che ricaveremmo dalla raccolta di ipotetiche epistole a lei rivolte – o cinguettii, dato che oggi un pensiero si esprime sul web e in 140 caratteri – sarebbe un bagaglio di ringraziamenti, di sorrisi, di teneri momenti rievocati con una lacrima ad intravedersi scendere sul viso di chi l’ha vissuta, anche solo per un ciak.

Il cinema e la televisione perdono oggi una stella. Di quelle che non brillavano di luce riflessa, ma ne sprigionavano una propria così forte che difficilmente si esaurirà con la morte.

R.I.P. Virna. Ciao.

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