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Children 404: chiunque abbia consultato Internet sa che è possibile incappare nella famosa pagina “ERROR 404, not Found”; da quando Putin ha emanato leggi contro “la propaganda Gay“. Due milioni e mezzo di giovani omosessuali russi sono considerati inesistenti; chiunque tra genitori, psicologi o insegnanti voglia supportare il loro percorso di orientamento sessuale libero può subire pressioni e finire in carcere.

Per questo Lena Klimova gestisce un social network, “Children 404, We exist!”, che ha il compito di aiutare migliaia di ragazzi LGBT sottoposti a violenze, atti di bullismo, ripudiati persino dalle loro stesse famiglie. Nel gennaio di quest’anno, Elena Klimova é stata incriminata per presunta violazione della legge in materia di “propaganda gay” e c’è una petizione su Change.org in sua difesa

Askold Kurov e Pavel Loparev hanno scelto questo nome proprio per rimarcare il silenzio che la Russia vuole imporre su questi temi e per dare voce a chi, come Lena si batte per i diritti civili. Non mancano però testimonianze dirette di ragazzi che si sentono in trappola, pronti a lasciare il paese nonostante l’appoggio della famiglia. Il documentario racconta di come le leggi di Putin abbiano lo scopo di annientare qualsiasi fonte sia pronta a dire che essere gay non è né un peccato né una malattia.

Children 404 è stato finanziato quasi totalmente grazie a Indiegogo e si prepara a fare il giro di alcuni festival cinematografici, si spera non solo quelli a tematiche maggiormente legate al mondo LGBT nella speranza anche di una distribuzione nelle sale di cui ancora non ci sono conferme neanche in Italia.

Ecco il trailer [vimeo 79612402 w=500 h=281]

Che reazioni vi saranno in Italia? Nonostante la crisi materiale di questi anni vi sarà un dibattito nell’opinione pubblica? L’importanza del fare conoscere le discriminazioni di ogni sorta trova la sua migliore spiegazione sempre in questo passo di Bertolt Brecht: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.”

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